«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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Il Giornale di Vicenza, 10 Agosto 2017

L'articolo de Il Giornale di Vicenza circa la presa di posizione di varie associazioni vicentine, componenti il Tavolo della Partecipazione del Parco della Pace, in merito al progetto di Parco della Pace approvato dalla Giunta Comunale di Vicenza.

Vvox, 9 Agosto 2017

Il comunicato stampa con cui varie associazioni vicentine, componenti il Tavolo della Partecipazione del Parco della Pace, chiariscono la loro posizione circa il progetto di Parco della Pace approvato dalla Giunta Comunale di Vicenza.

Vicenzareport, 5 Agosto 2017

Il comunicato stampa con cui varie associazioni vicentine, componenti il Tavolo della Partecipazione del Parco della Pace, chiariscono la loro posizione circa il progetto di Parco della Pace approvato dalla Giunta Comunale di Vicenza.

VicenzaPiù, 4 Agosto 2017

Il comunicato stampa con cui varie associazioni vicentine, componenti il Tavolo della Partecipazione del Parco della Pace, chiariscono la loro posizione circa il progetto di Parco della Pace approvato dalla Giunta Comunale di Vicenza.

Vicenzareport, 1 Agosto 2017

Sul futuro dell'area ex Lanerossi, a Vicenza, già oggetto di studio nel contesto del corso di formazione giovani (Marzo 2012 / Giugno 2013), interviene il Circolo 7 del Partito Democratico del capoluogo berico.

La Voce dei Berici, 1 Gennaio 2017

"Costruire la pace con la nonviolenza": il testo della lettera-appello per un regolamento della manifestazione fieristica HIT Show (Hunting, Individual Protection and Target Sports), in calendario a Vicenza, che Rete Italiana per il Disarmo, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere (OPAL) di Brescia e 26 associazioni vicentine - tra cui la nostra ANS-XXI - hanno inviato a La Voce dei Berici, settimanale diocesano vicentino.

Vvox, 9 Novembre 2016

Anche VVox, moltiplicando l'amnesia del citato (nell'articolo) Il Giornale di Vicenza, non rende merito agli organizzatori del primolunedìdelmese del 7 Novembre scorso, in cui sono intervenuti, oltre al citato Sindaco, i progettisti Benedetto Selleri, Franco Zagari, Giustino Moro, Claudio Bertorelli, e il direttore del Settore Ambiente, Energia e Tutela del Territorio del Comune di Vicenza Danilo Guarti.
Nei fatti, l'incontro è stato il primo appuntamento pubblico sul progetto preliminare e, probabilmente, resterà l'unico prima della scadenza del 14 Novembre per la presentazione dei contributi in merito.

Qui l'articolo.

Il Giornale di Vicenza, 9 Novembre 2016

Visto che Il Giornale di Vicenza si è (ancora una volta) dimenticato di dirlo, lo ricordiamo noi: l'evento di cui si parla in questo articolo si chiama primolunedìdelmese, è stato organizzato dal coordinamento omonimo e si è svolto il 7 Novembre 2016.

Qui le slides utilizzate nella presentazione.

 foto x sito pldm 7NOV2016

Da sinistra: Achille Variati, Sindaco di Vicenza; Danilo Guarti, direttore del Settore Ambiente, Energia e Tutela del Territorio del Comune di Vicenza; i progettisti Benedetto Selleri e Franco Zagari, paesaggisti (Foto di Agnese Cantarelli).

Lettera 43: Guatemala, un comico al potere

L'intervista (parti primaseconda) a Marco Cantarelli, direttore di envío (edizione italiana), sul Guatemala, pubblicata sul blog di Lettera 43, a cura di Francesco Giappichini.

Il Giornale di Vicenza, 20 Dicembre 2015

L'intervista di Milena Nebbia a Veronica Caciagli, ospite del primolunedìdelmese del 14 Dicembre 2015 dedicato alla conferenza sul clima di Parigi, pubblicata da Il Giornale di Vicenza del 20 Dicembre 2015.

VareseNews, 5 Maggio 2015

Il filo della solidarietà: il commento di Marco Giovannelli alla giornata comunitaria di Domenica 3 Maggio 2015, svoltasi a Somma Lombardo (VA), cui è intervenuto Marco Cantarelli, in rappresentanza di ANS-XXI ONLUS.

Il Giornale di Vicenza, 22 Marzo 2015

L'intervista di Milena Nebbia a Luca Lombroso, intervenuto l'8 Gennaio 2015 al corso di formazione Clima: ultima chiamata?, il 10° della serie glocal.
In formato PDF.

Il Giornale di Vicenza, 8 Gennaio 2015

Nota di Milena Nebbia sul quotidiano vicentino di presentazione del 10° corso di formazione glocal, dedicato alle questioni ambientali, Clima: ultima chiamata?
In formato PDF.

Il Giornale di Vicenza, 24 Dicembre 2014

Articolo de Il Giornale di Vicenza sulla conferenza stampa di chiusura della campagna Bollett@ web: una scelta solidale, promossa da Acque Vicentine, a favore di progetti di cooperazione nel Sud del mondo, fra cui il nostro in Guatemala.

TVA Vicenza, 24 Dicembre 2014

Un altro servizio televisivo di TVA Vicenza sulla conferenza stampa di chiusura della campagna Bollett@ web: una scelta solidale, promossa da Acque Vicentine, a favore di progetti di cooperazione nel Sud del mondo, fra cui il nostro in Guatemala.

TVA Vicenza, 22 Dicembre 2014

Il servizio televisivo di TVA Vicenza sulla conferenza stampa di chiusura della campagna Bollett@ web: una scelta solidale, promossa da Acque Vicentine, a favore di progetti di cooperazione nel Sud del mondo, fra cui il nostro in Guatemala.

Il Giornale di Vicenza, 5 Settembre 2014

Intervista di Milena Nebbia a Luigi Sandri, intervenuto al primolunedìdelmese del 9 Giugno 2014.

In formato PDF.

Vicenzaabc, 3 Dicembre 2005

Articolo che annuncia l'incontro con Roberto Reale, giornalista RAI, al primolunedìdelmese del 5 Dicembre 2005, sul tema dell'informazione.

Il Gazzettino del Nord/Est, 6 Gennaio 2006

Segnalazione del 3° corso glocal.


(...)
Le Botteghe del Mondo ora guardano alla scuola. E dal 24 un'altra opportunità di formazione

Vicenza

(...)
«Abbiamo presentato al dipartimento relazioni internazionali della Regione un progetto sull'educazione alla pace e i diritti umani, trasferendo in ambito scolastico una campagna internazionale sui diritti dei bambini promossa da "News!", la rete europee delle Botteghe del Mondo».
Dal prossimo 24 gennaio prenderà il via inoltre il terzo corso di formazione glocal promosso dall'onlus Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo e Unicomondo col patrocinio di Ministero dell'Istruzione, direzione generale del Veneto, Ufficio scolastico provinciale e Centro Territoriale Servizi scolastici di Vicenza.
Tredici incontri fino a giugno all'istituto dei Missionari Saveriani, in viale Trento 119, a Vicenza, con una sintesi e una festa finale rivolto a tutte le persone interessate ad approfondire le tematiche della globalizzazione. Tra i relatori, esperti (Lisa Clark, Donata Frigerio, Vladimiro Soli), sociologi (Renzo Guolo) e giornalisti (Luigi Sandri, Cristina Mattiello). L'iscrizione costa 5 euro, la partecipazione all'intero corso 150 euro, quella a tre incontri tematici più uno metodologico 75, a 6 incontri tematici più 2 metodologici 125 euro, ad ogni singolo appuntamento 25 euro.
(...)

Il Giornale di Vicenza, 7 Dicembre 2005

Articolo sull'incontro con Roberto Reale, giornalista RAI, al primolunedìdelmese del 5/12/2005, dal titolo E lo chiamavano Quarto Potere.

Corriere della Sera, 18 Marzo 1997

Articolo di Maurizio Chierici sulle elezioni a San Salvador (vedi citazione edizione italiana di envío).

Il Giornale di Vicenza, 14 Settembre 2004

In merito ad una manifestazione contro la guerra in Irap e Ossezia.
 
« Solo uniti contro la barbarie» Ma il Comune non raccoglie
 
(fe. ba.)  L’hanno definita una nota stonata, addirittura una meschinità. Insomma agli organizzatori e ad alcuni partecipanti non è andata proprio giù che alla manifestazione non fosse presente alcun esponente delle istituzioni vicentine. Erano presenti rappresentanti di varie associazioni e alcuni partiti della sinistra (Acli, Aned, Anei, Anpi, Ans XXI, Arci, Arciragazzi, Ass. per la pace di Schio, Azione Cattolica, Caritas, Confesercenti, Consiglio Islamico di Vicenza, Consorzio Prisma, le cooperative Margherita e Verlata, Legambiente, Ds, Emergency, Italia dei Valori, Margherita, partito dei comunisti italiani, Rifondazione comunista, Pastorale del lavoro, Progetto sulla Soglia, Rete Liliput, Salaam ragazzi dell’Olivo, Unicef e Verdi). L’onorevole Lalla Trupia non ha avuto mezze parole per i colleghi assenti ieri e ha preso di petto il sindaco: «Sono amareggiata per il fatto che anche in questa occasione non si sia riusciti a riunire tutte le forze politiche in piazza, come accaduto in occasioni simili in altre città d’Italia. Avrei voluto avere al mio fianco il sindaco di Vicenza, perché in queste circostanze non ci si può dividere. Il fatto di non partecipare ad una manifestazione, in quanto organizzata dai sindacati, la trovo davvero una meschinità che mi fa stare male; è una vergogna perché Vicenza, dove la solidarietà e il volontariato sono molto presenti, non se lo meritava».
 Nei giorni scorsi la segretaria provinciale della Cisl, Franca Porto, aveva più volte auspicato un’adesione delle istituzioni vicentine, anche all’ultimo minuto. «Alla violenza si reagisce con l’unità, perché per noi civiltà è anche essere capaci di stare in piazza insieme, tra diversi, senza rinunciare alle proprie idee, alle appartenenze, ma dimostrando di saper mettere davanti a tutto il bene comune. Per questo avremmo voluto qui le istituzioni vicentine»  ha rimarcato al microfono la Porto.
 

Il Giornale di Vicenza, 30 Gennaio 2006

Intervista a Stefano Caserini, del Politecnico di Milano, intervenuto al nostro 3° corso glocal sul tema Da Kioto a… Katrina: effetto serra e cambiamenti climatici, il 24 Gennaio 2006, a Vicenza.


Il climatologo Caserini
«Terra più calda con uragani sempre più forti»
L’anidride carbonica liberata nell’aria è oggi a livelli mai raggiunti negli ultimi 20 milioni di anni. E la temperatura salirà di 2-3 gradi»
   
Cherubina Marte

Quali cambiamenti climatici dobbiamo aspettarci per il futuro? Possiamo risolvere il problema energetico con il nucleare? Abbiamo intervistato in proposito il prof. Stefano Caserini, docente di Fenomeni d'inquinamento della facoltà di Ingegneria al Politecnico di Milano e ospite del primo appuntamento del corso “Glocal: le paure, le ragioni, le minacce, le opportunità”, promosso da “Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo” e “Cooperativa Unicomondo”, con il patrocinio del Centro territoriale servizi scolastici (Ctss).
- Prof. Caserini, lei ha partecipato agli ultimi vertici mondiali sul clima, tra cui la recente conferenza a Montreal della “Convenzione sui Cambiamenti Climatici”. Come si modificherà il nostro clima nei prossimi anni?
«La comunità scientifica internazionale è molto preoccupata per i probabili incrementi di temperatura, dovuti alle emissioni dei gas-serra nell'atmosfera causate dall'uomo. I combustibili vengono bruciati per produrre energia e liberano nell'aria anidride carbonica che oggi è a livelli mai raggiunti negli ultimi 20 milioni di anni. Di conseguenza si prevedono innalzamenti di 2-3 gradi della temperatura terrestre e anche se è difficile valutare gli impatti ambientali, è possibile ritenere che alcuni fenomeni naturali come gli uragani si manifesteranno con maggiore potenza».
- Katrina, Rita e Emily sono allora effetti di questo processo?
«Il riscaldamento del pianeta influenza la forza degli uragani. Non a caso pochi mesi prima di Katrina la rivista Science aveva pubblicato uno studio che prevedeva l'aumento di uragani di grande intensità in seguito al surriscaldamento medio della temperatura del Mar dei Caraibi. Ci sono insomma evidenze scientifiche delle anomalie climatiche e oltre alle associazioni ambientaliste, si stanno mostrando particolarmente sensibili al riguardo anche le compagnie assicurative e le industrie».
- L'Italia si è impegnata a rispettare il limite delle emissioni di gas a effetto serra stabilito nel Protocollo di Kyoto?
«Il nostro paese è totalmente fuori strada per quanto riguarda il controllo delle emissioni inquinanti, infatti invece di diminuirle del 5% secondo quanto previsto dal Protocollo, le ha aumentate dell'11%. In Italia le voci che hanno più spazio sono quelle negazioniste, che rifiutano il legame fra le emissioni di anidride carbonica e i cambiamenti climatici. La scorsa estate il ministero dell'Ambiente ha dichiarato su “Famiglia Cristiana” che l'attività umana non ha alcun nesso con le anomalie del clima e che pertanto è inutile rispettare gli impegni internazionali assunti dall'Italia. A mio avviso è necessaria una maggiore consapevolezza del problema e i governi dovrebbero adottare non soltanto politiche a breve termine, bensì azioni che tutelino anche la popolazione futura».
- L'energia nucleare può risolvere il problema dei cambiamenti climatici?
«Un altro mito molto in voga in Italia è quello dell'importanza dell'energia nucleare per risolvere i cambiamenti climatici. I dati presentati dall'Iaea (l'Agenzia internazionale per l'energia atomica) mostrano che l'energia atomica può essere una scelta vantaggiosa, ma non sufficiente per soddisfare la richiesta sempre maggiore da parte di tutti i paesi industrializzati. Inoltre non sono stati affrontati i tanti punti deboli del nucleare: le scorie, la sicurezza contro incidenti o attacchi terroristici, la contrarietà delle popolazioni locali, i costi assicurativi. A mio parere un'efficace strategia contro i cambiamenti climatici deve puntare sullo sviluppo delle fonti di energia alternative, meno inquinanti e ricche di potenzialità ancora da scoprire».

Il Giornale di Vicenza, 4 Aprile 2014

Ancora un articolo sull'iniziativa "Aderisci alla Bollettaweb - Fai una scelta solidale", promossa da Acque Vicentine SpA, a sostegno del nostro progetto di salvaguardia e gestione delle risorse idriche in Guatemala.

VareseNews, 10 Maggio 2010


Articolo
di Varese News sull'incontro con Marco Cantarelli, presidente di ANS-XXI ONLUS, su America Latina e microcredito.

Il Giornale di Vicenza, 2 Aprile 2014

Grazie al risparmio ottenuto con la "bolletta web", Acque Vicentine aiuterà il nostro progetto di salvaguardia e gestione delle risorse idriche in Guatemala: ecco l'articolo.

Popoli, Novembre 2013

L'articolo sul Nicaragua - che riprende vari articoli di envío da noi tradotti e pubblicati su questo sito - apparso sul numero di Novembre 2013 di Popoli, mensile dei gesuiti italiani, con il titolo:

Un nuovo Canale?
L’annuncio della costruzione di un canale interoceanico ha rotto il silenzio mediatico che normalmente circonda il piccolo Paese centroamericano. Ma perché tanta fretta nell’assegnare la concessione all’imprenditore cinese Wang Jing? Quali e quanti interessi sono in gioco nella gigantesca opera?

Per leggerlo in formato PDF, clicca qua.

La Voce dei Berici, 13 Ottobre 2013

L'intervista del periodico vicentino a Gian Paolo Calchi Novati, ospite del primolunedìdelmese del 7 Ottobre 2013.

Per scaricare il file in formato PDF, clicca qui.

Il Giornale di Vicenza, 8 Ottobre 2013

Resoconto del primolunedìdelmese del 7 Ottobre 2013, apparso l'indomani sul sito de Il Giornale di Vicenza.

«La bonifica bellica costa più del previsto»
L'INCONTRO. Riunione pubblica con il sindaco alla cooperativa Insieme
Variati sul futuro del parco «Le spese dal trasporto allo smantellamento sono a carico del Comune»

08/10/2013

«La bonifica dei 62 ettari di Parco della Pace si concluderà entro il prossimo gennaio. Salvo criticità dell'ultimo minuto». Così il sindaco Achille Variati ieri sera durante un incontro pubblico alla Cooperativa Insieme di San Pio X. Condizione fondamentale perché il parco abbia un futuro è appunto la bonifica dagli ordigni inesplosi lanciati durante la seconda guerra mondiale dagli Alleati e del campo minato scoperto nel futuro campo da rugby. «Il cantiere è stato fermo 30 giorni a causa del materiale esplosivo rinvenuto. Fino ad oggi abbiamo terminato la bonifica in profondità del 10% dell'area - spiega il sindaco -. Mentre la bonifica superficiale è quasi completata. I problemi, tuttavia, non riguardano tanto il ritrovamento delle bombe inesplose, quanto l'eliminazione delle stesse». Anche qui, è una questione di bilancio. «Tutto sta costando più del previsto - ammette Variati -. Perché se da un lato è vero che l'Esercito Italiano mette uomini e professionalità tecniche, tutte le altre spese, dal trasporto allo smantellamento sono a carico dell'amministrazione comunale. Finora sono stati rinvenuti 90 ordigni, tra cui le famigerate bombe a frammentazione». Se finora non è ancora chiaro quale sarà il nuovo volto del Parco, l'amministrazione sembra concordare sulla “cornice” che i progettisti dovranno rispettare. Intanto «non ci saranno costruzioni dentro l'area. Il Parco della Pace sarà prima di tutto un parco, cioè uno spazio verde - ribadisce Variati -. Ci sono arrivate molte idee, ma nessuna proposta dovrà prescindere dal rispetto della memoria per il luogo; dal rispetto delle peculiarità ambientali e dal contenimento dei consumi energetici e delle risorse idriche; dall'equilibrio tra costi di utilizzazione e manutenzione; dalla viabilità da e per il centro storico; e dalle utenze del parco». Nei parcheggi «saranno agevolati i trasporti pubblici». Quanto ai grandi parcheggi in caso di grandi eventi «visto che di questi ce ne saranno sì e no uno all'anno nel parco non serve altro asfalto». Infine la sicurezza: «L'area non sarà una terra di nessuno ma sarà recintata e con orari di apertura e chiusura».

Federico Murzio


Di seguito, il commento da noi aggiunto e postato sul sito:

08/10/2013 - 18:50
Per completezza dell'informazione, segnalo che l'incontro è stato promosso dal coordinamento del "primolunedìdelmese" di cui fanno parte le associazioni Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo, CGIL, CISL, LEGAMBIENTE, circoli di Vicenza e Parco del Retrone, Loma Santa (Terra Promessa), Progetto Sulla Soglia (Rete Famiglie Aperte, Cooperativa Sociale Tangram, Cooperativa Sociale Insieme), Gruppo Sud-Nord Araceli. Grazie dell'attenzione. Marco Cantarelli, coordinatore pldm.

TVA Vicenza, 12 Febbraio 2013


Il servizio televisivo di TVA Vicenza sulla conferenza stampa di lancio della campagna Bollett@ web: una scelta solidale, promossa da Acque Vicentine, a favore di progetti di cooperazione nel Sud del mondo, fra cui il nostro in Guatemala.

TVA Vicenza, 11 Maggio 2011


Il servizio televisivo trasmesso da TVA Vicenza sul convegno del primolunedidelmese sul progetto di città, bilancio di metà mandato della giunta Variati.

Il Giornale di Vicenza, 21 Febbraio 2013


Con il risparmio ricavato dalla bolletta web, Acque Vicentine finanzia progetti di solidarietà, tra cui il nostro in Guatemala.
Per leggere in formato PDF l'articolo apparso su Il Giornale di Vicenza del 21/2/2013, clicca qui.

Corriere del Veneto, 13 Febbraio 2013


Con il risparmio ricavato dalla bolletta web, Acque Vicentine finanzia progetti di solidarietà, tra cui il nostro in Guatemala.
Sotto, l'articolo apparso sul Corriere del Veneto del 13/2/2013; per leggerlo in formato PDF, clicca qui (ultima colonna a destra).


L’iniziativa
Bollette web per portare acqua nei paesi poveri

VICENZA —Bollette via mail ai vicentini per dare acqua potabile ai villaggi del nord del Paraguay, per scavare pozzi e salvare le vite dei bimbi in Sierra Leone, per irrigare i campi e dare un futuro ai villaggi Maya del Guatemala interno. Acque Vicentine ha lanciato la campagna «Bolletta web, una scelta solidale»: «Con la bolletta via mail al posto delle 4 bollette cartacee inviate ogni anno risparmieremo due euro per ogni utente. Che verranno destinati interamente a questi tre progetti di solidarietà» spiega il presidente
Angelo Guzzo (nella foto). La società, di proprietà di 31 Comuni dell’hinterland vicentino, svolge il servizio idrico per circa 300mila cittadini e ha in tutto 130mila utenti. «La metà di loro già paga le bollette con la domiciliazione bancaria, il servizio della bolletta web si rivolge in primis a queste persone» osserva il presidente. Oggi solo il 2% degli utenti di Acque Vicentine riceve la bolletta via mail, l’obiettivo dell’azienda è arrivare entro fine anno al 30%, equivalente a una minor spesa di circa 80mila euro. Per «invogliare» i vicentini a passare alla Rete anche nelle bollette, la spa a capitale pubblico con i risparmi dell’invio delle lettere cartacee sosterrà tre progetti di solidarietà, tutti scelti in quanto legati all’acqua. Il primo è promosso dall’associazione di Camisano «Gruppo amici di Cardenio», da tempo presente in Paraguay per sostenere nell'area di
Chaco una scuola fondata da un sacerdote 25 anni fa, unico punto di riferimento e di alfabetizzazione per i bimbi di un’area vasta quasi come il Nord Italia.
Simile il progetto in Sierra Leone «Acqua è vita» della ong Engim, dei padri Giuseppini.
L’altro progetto che sarà sostenuto è quello di Ans-XXI, onlus vicentina, che con queste risorse migliorerà la vita delle genti Maya-Ch’orti, guatemalteche.

A.Al.

Il Giornale di Vicenza, 13 Febbraio 2013


Con il risparmio ricavato dalla bolletta web, Acque Vicentine finanzia progetti di solidarietà, tra cui il nostro in Guatemala.
Sotto, l'articolo apparso su Il Giornale di Vicenza del 13/2/2013; per leggerlo in formato PDF, clicca qui.

Il Giornale di Vicenza
mercoledì 13 Febbraio 2013 (Cronaca, pagina 24)

IL PROGETTO. L´idea di Acque Vicentine coinvolge 130 mila utenze. Il Giornale di Vicenza e TvA partner dell´iniziativa
Le bollette web sono solidali
Con il risparmio ottenuto grazie al pagamento in internet saranno possibili tre progetti per i pozzi d´acqua in Africa

Maria Elena Bonacini

La bolletta dei vicentini paga l´acqua del Terzo Mondo. O meglio, la paga la bolletta web. Saranno infatti tre progetti solidali i beneficiari dei soldi che Acque vicentine risparmierà in carta e spese di spedizione grazie alle famiglie che aderiranno alla bolletta telematica.
L´iniziativa, che per ora ha coinvolto solo il 2% dei 130 mila utenti dell´azienda, permetterà di risparmiare 2 euro all´anno per ogni utenza, che saranno destinati ai progetti di solidarietà, tutti riguardanti l´acqua, di Engim-Padri Giuseppini del Murialdo, Alternativa Nord-Sud per il XXI secolo e Amici di Cardenio.
Il progetto, che ha come media partner Il Giornale di Vicenza e TvA Vicenza, è stato illustrato ieri mattina dal presidente di Acque vicentine Angelo Guzzo, dal suo omologo del coordinamento dei Comuni soci di Acque vicentine Giuseppe Bortolan, insieme ai rappresentanti delle associazioni.
«Nei prossimi tre mesi - spiega Guzzo - i nostri utenti riceveranno una nota per ricordare che la bolletta telematica permette di rendere il servizio più efficiente, ridurre l´impatto ambientale e compiere un gesto solidale. Adesso siamo al 2 per cento. In qualche anno speriamo diventino la maggioranza. I primi che vorremmo coinvolgere sono quel 50 per cento di utenti che giù pagano tramite banca». Una scelta, come sottolinea Bortolan, che «rispetta il codice etico dell´azienda, che si propone di preservare il mondo che ci circonda per dare un futuro ai nostri figli». E le cifre sono ragguardevoli, se si conta che con un´adesione del 35 per cento degli utenti si risparmierebbero circa 90mila euro, che significherebbero 30mila euro a progetto.
SIERRA LEONE. Il primo progetto è quello dell´Engim per la costruzione di sette pozzi a Lunsar in Sierra Leone. «In quel Paese - spiega Alessandro Pellizzari, dell´Engim -due quinti dei bimbi muore prima dei cinque anni per l´acqua infetta e chi sopravvive ha problemi come la cecità. Ogni pozzo beneficia 400 persone per almeno trent´anni. La costruzione, poi, dura un anno, coinvolgendo il villaggio, che così lo sente suo e lo sorveglia, e dando un reddito agli abitanti».
GUATEMALA. Un altro progetto è quello legato all´agricoltura di Alternativa Nord-Sud per il XXI secolo, presieduto da Marco Cantarelli, per «L´area di Maya-Ch´orti´- illustra - ha un suolo degradato ed è montuosa, con forti pendici difficili da irrigare. Bisogna quindi adattare i mezzi, per creare dei minisistemi di irrigazione, ma vogliamo anche creare impianti per la raccolta di acqua piovana e per il miglioramento della potabilità dell´acqua».
PARAGUAY. È rivolto alla scuola di Ñu Apu´A in Paraguay, invece, il progetto degli Amici di Cardenio, associazione camisanese sorta per portare avanti l´attività benefica dell´amico Cardenio Ferrari, morto 11 anni fa dopo 33 anni vissuti immobilizzato sulla sedia a rotelle, in seguito a un incidente. «La scuola di Ñu Apu´A - spiega il presidente Attilio Granziera - raccoglie 150 ragazzi della zona, ma nel sottosuolo si trova solo acqua salata. Vogliamo quindi trivellare per trovare acqua dolce da distribuire. In questo abbiamo l´aiuto del governo, delle ambasciate italiana e paraguayana, ma dobbiamo procurare materiali».
COME ADERIRE. Aderire alla bolletta online è semplice. Basta andare sul sito www.acquevicentine.it, cliccare su «aderisci», inserire nome, cognome, codice fiscale e un indirizzo email. Il sistema invierà un´email con la password per accedere all´area riservata e comunicherà quando sarà disponibile la bolletta, che potrà essere scaricata in formato pdf. Per aggiungere un´altra utenza allo stesso indirizzo bisognerà conoscere il codice utente.

Il Giornale di Vicenza, 9 Dicembre 2009

Articolo de Il Giornale di Vicenza, del 9 Dicembre 2009, sui progetti di cooperazione finanziati dalla Regione del Veneto.

In PDF.

PrismaNews.net, 4 Marzo 2012


Segnalazione
corso di formazione Vicenza Bene Comune.

VareseNews, 7 Maggio 2012


Articolo
sull'incontro con Marco Cantarelli su America Latina e cooperazione internazionale, svoltosi ad Albizzate (VA) il 6 Maggio 2012.

PrismaNews.net, 22 Ottobre 2011


Presentazione
del primolunedìdelmese e segnalazione dell'incontro del 7 Novembre 2011.

Il Giornale di Vicenza, 30 Aprile 2011

Sempre per la serie N", ecco l'articolo sul primolunedìdelmese del 7 Febbraio 2011, pubblicato sul giornale locale il 30 Aprile 2011...

Per scaricarlo in formato PDF, clicca qui.

La Voce dei Berici, 3 Ottobre 2010

Intervista ad Andrea Baranes, economista della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale.

Per leggerla in formato PDF, clicca qui.

VicenzaPiù, 19 Maggio 2010



Articolo
sul seminario Crescere con i media: bambini e pubblicità.

Il Giornale di Vicenza, 22 e 24 Maggio 2009

Segnalazione e commento al seminario Scuola Territorio Religioni Culture  
 

  • Venerdì 22 Maggio 2009 (cronaca, pagina 18)

 
Oggi ai Ferrovieri
Seminario sulla scuola multietnica

“Scuola territorio religioni culture” è il titolo del seminario organizzato oggi alle 15 all’istituto comprensivo 8 di via Carta 3 ai Ferrovieri, organizzato da “Alternativa nord-sud per il 21° secolo (Ans-XXI)”: «L’aumento della componente studentesca di origine straniera e le trasformazioni che ciò innesca rappresentano sfide complesse». Dopo gli interventi del dirigente Urbano Bonato e del vicesindaco Alessandra Moretti, parleranno il dirigente Giovanni Colpo, il direttore del Centro educazione alla mondialità (Cem) Brunetto Salvarani e poi Francesca Angonese, Gaetano Callegaro, Isabella Sala e Annalisa Tosato. Marco Cantarelli presenta la 6a edizione dei corsi di formazione “glocal”, intitolata “Nel Paese di Bepi, Alì e Svetlana: sempre più multietnico, multiculturale e multireligioso”.



  • Domenica 24 Maggio 2009 (cronaca, pagina 21)

SCUOLA. Un seminario con amministratori e presidi ospitato alla “Carta” dei Ferrovieri
Straniero: tra i banchi diventa una risorsa
«Più che pensare in termini di “quote” per ogni classe meglio attrezzarsi per rispondere alla realtà cambiata»

[Foto]: La scuola multietnica è ormai una realtà incontrovertibile

Anna Madron

Lo straniero come risorsa, come occasione di confronto e arricchimento. A cominciare dai banchi di scuola dove ragionare in termini di percentuali di immigrati per classe può risultare addirittura anacronistico, dal momento che l'immigrazione non è più un “fenomeno”, ma una realtà in fieri con cui ci troviamo a convivere quotidianamente. È solo uno dei tanti spunti emersi nel corso del seminario intitolato “Scuola territorio religioni culture”, organizzato nella sede del comprensivo 8, ai Ferrovieri, da Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo, con il patrocinio del Comune di Vicenza e del Ctss, il Centro territoriale servizi scolastici il cui presidente, il preside Urbano Bonato, ha introdotto i lavori e coordinato gli interventi. Tutti imperniati sul ruolo della scuola che l'assessore all'istruzione Alessandra Moretti ha distinto in “reale” e “legale”, ovvero la scuola del quotidiano, specchio del mondo e di una società sempre più complessa alla quale bisogna adattarsi e, dall'altra parte, la scuola delle normative, dei decreti legge, delle riforme calate dall'alto, come quella del ministro Gelmini, «che non nasce da un dibattito – ha sottolineato Moretti – e non è frutto di condivisione». Ecco perché l'ente locale ha il dovere di farsi carico delle diverse problematiche della scuola pubblica, promuovendo, per esempio, l'inclusione sociale, che è anche uno degli obiettivi del Pts, il Patto territoriale scolastico, siglato tra Comune e presidi e «concepito – ha precisato il vicesindaco Moretti – per favorire l'integrazione dei soggetti più fragili, ma anche per creare una rete fra le diverse agenzie educative del territorio». L'intento, insomma, dovrebbe essere quello di “governare la scuola” e non di “lasciarci governare”, ha fatto osservare Giovanni Colpo, dirigente del comprensivo 11 di via Prati, che ha posto l'accento sulla necessità da parte dei presidi di adottare una mentalità nuova che privilegia non tanto la quantità di iscritti nel proprio istituto quanto la qualità dell'offerta formativa che dovrà essere in parte comune e in parte modulata a seconda del contesto sociale. E che occorra rivedere certi atteggiamenti legati al passato lo ha ribadito anche Brunetto Salvarani, direttore del Centro educazione alla mondialità di Brescia. «Non si può – ha detto – pensare in termini di quote di stranieri per classe. La scuola, che è diventata terra di frontiera, non può illudersi di dare risposte semplici a problemi estremamente complessi, ma deve cercare di intercettare la realtà». Una realtà spiazzante perchè i cambiamenti sociali e religiosi sono avvenuti in maniera rapidissima. «C'è stato un errore politico di fondo: aver creduto, cioè, che queste trasformazioni fossero passeggere, qualcosa che nel giro di qualche anno sarebbe rientrato – ha concluso Salvarani - così abbiamo continuato a rincorrere l'emergenza, senza renderci conto che emergenza non è e che indietro non torneremo più».

Il Giornale di Vicenza, 6 Maggio 2009


(Cronaca, pagina 21.)

IL PROGETTO. L’iniziativa è stata presentata a “Primolunedìdelmese”

Un aiuto ai disoccupati
Con Microcredito si può

Maria Elena Bonacini

Microcredito come aiuto a chi perde il lavoro ma ha buone idee, e anche deterrente alla criminalità. Ad affermarlo è Giampiero Pizzo, di Microfinanza, associazione di microcredito che ha aperto uno sportello anche a Vicenza in contrà della Racchetta e che ha illustrato la tematica durante l'incontro “Crisi e microcredito in Italia” organizzato alla coop Insieme dal gruppo “Primolunedidelmese”. La serata è stata introdotta da Marco Cantarelli.
«La crisi - afferma Pizzo - nasce dall’estrema finanziarizzazione dell’economia, e per quanto suoni rassicurante tornare alla sola produzione, non è possibile eliminarla, perché ha prodotto la ricchezza degli ultimi anni. Ma può esserci una finanza diversa». Che passa dal microcredito, «visto in Italia come lontano, mentre i primi esempi, come la Caritas, sono partiti nel 2001. Stiamo diventando simili al Sud per la presenza di immigrati, che non hanno storia creditizia e non possono accedere ai prestiti, e per il numero elevato di poveri esclusi dai servizi finanziari. In quest’ottica il microcredito può portare alla riscoperta di pratiche di mutualismo, ma anche condizionare le politiche creditizie pubbliche e private, con una riforma delle banche che torni ai piccoli istituti».
E a proposito del rapporto microcredito-welfare, Pizzo ha portato l’esempio francese, «dove l’associazione Adie dialoga alla pari con Governo e banche, ha una convenzione con queste ultime, che finanziano il microcredito, mentre l’accompagnamento di chi ottiene il prestito è fatto dai servizi pubblici. Inoltre ha ottenuto una legge su questo tema. Creare un posto di lavoro costa 15mila euro, mentre con il microcredito 2mila. Maria Novak, la fondatrice, è una Yunus al femminile, ma se il modello del “banchiere dei poveri” bengalese non può essere importato in Italia, la Francia è molto simile a noi».
Nel nostro Paese il problema si chiama frammentazione: «Ci sono 57 soggetti diversi che fanno microcredito. Ora abbiamo costituito una rete, Ritmi, che ne riunisce 20. In parlamento, poi, sono stati depositati progetti di legge, non il massimo, ma un inizio. Serve un rapporto più stretto con i politici, non solo annunci».
Fra le persone cui è rivolto il servizio Pizzo prevede molti immigrati, «che hanno perso il lavoro e rischiano di perdere anche il permesso di soggiorno. Se hanno idee con prospettive di successo finanziarle significa anche evitare che siano in mezzo ad una strada, e quindi più sicurezza».
 

La Voce dei Berici, 13 Dicembre 2009


Intervista a Shahrzad Houshmand Zadeh, teologa musulmana, relatrice al 6° corso di formazione glocal.

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La Voce dei Berici, 2 Agosto 2009

Presentazione del 6° corso di formazione glocal.

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Il Giornale di Vicenza, 27 Aprile 2009

(Cronaca, pagina 21.)

L’INCONTRO. Tema del “Primolunedidelmese”

America Latina
Le novità da Obama

«Con Obama si è aperta una nuova fase nei rapporti tra Usa ed America Latina, che potrebbe portare alla fine dell'embargo a Cuba». È ottimista Marco Cantarelli, direttore del bollettino centroamericano "Envio", dopo il vertice delle Americhe della settimana scorsa e le aperture del presidente americano nei confronti di Cuba.
Il tema è stato affrontato durante la serata organizzata all'Equobar dal laboratorio "America Latina" del Primolunedidelmese insieme all'associazione "Fratelli dell'Uomo", che ha visto protagoniste le agronome Claudia Ruiz, guatemalteca dell'ong Serjus, che si occupa di servizi sociali e giuridici a tutela dell'ambiente e delle donne, e Carmen Sotomayor, di Aopebi, associazione degli agricoltori biologici della Bolivia, che hanno raccontato le proprie esperienze.
«In Guatemala - afferma Ruiz - c'è una maggioranza di popolazione indigena che non viene coinvolta nella vita politica. Con Obama come con Bush si continua a parlare solo di crescita economica, senza pensare alle persone. Noi stiamo aiutando le organizzazioni di base a creare una comunità, con propri leader e sia parte attiva nella politica, rivendicando la sua terra, che non è solo uno spazio per produrre, ma anche uno spazio per vivere e crescere, in un sistema di agricoltura sostenibile».
Un concetto ripreso da Sotomayor, che ha illustrato la recente nazionalizzazione di miniere, raffinerie e agricoltura «i cui proventi ora restano in Bolivia, con un aumento del Pil del 6,7 per cento nel 2008. In agricoltura è stato indetto un referendum, nel quale il 90 per cento ha votato per la ripartizione delle terre in appezzamenti di 5mila ettari, non di 250mila. Il problema è che su questi terreni ci sono tensioni legate alle rivendicazioni dei precedenti proprietari».
Sulla situazione politica del Sud America si è soffermato soprattutto Marco Cantarelli. «Non si può più tornare indietro a prima del Vertice - afferma - Alle aperture di Obama ha risposto Raul Castro, affermando che lui aveva tre mesi all'epoca della Baia dei Porci, e quindi non ha colpa e dicendosi disposto al dial ammettendo l'esistenza di prigionieri politici. Il dialogo è in corso e si può pensare che un prossimo passo sarà togliere l'embargo a Cuba. Come e quando, però, è soggetto a variabili».
Un dialogo, però, che Fidel - almeno ufficialmente - si è affrettato a negare.

Maria Elena Bonacini

Vicenzapiù, 21 Marzo 2009

Stralcio dell'articolo apparso su Vicenzapiù, n.141 del 21 Marzo 2009, a pagina 10, dal titolo:

I cooperanti
La voce delle onlus vicentine che hanno progetti di cooperazione nei paesi in via di sviluppo.
I progetti, i problemi, i rischi. “Il tempo in cui bastava la motivazione ideologica e umanitaria è finito: oggi serve una formazione specifica rigorosa
”.

di Andrea Alba

Giovani, parlano più lingue, altamente specializzati, preferibilmente con un “master” alle spalle. Sono i cooperanti delle onlus vicentine che operano nel Terzo Mondo: un vero e proprio microcosmo di solidarietà spesso sconosciuto. Dopo il caso di Mauro D’Ascanio, l’operatore vicentino di Medici Senza Frontiere rapito e poi rilasciato nei giorni scorsi in Sudan (Africa subsahariana), le associazioni no profit si pronunciano su rischi, pericoli e realtà quotidiana di questo mestiere. Ne esce anche un ritratto del cooperante che non ci si aspetterebbe: «Il tempo in cui bastava la semplice motivazione ideologica e umanitaria, quello dei volonterosi con “ricciolini e chitarra” pronti a partire è finito – ci spiegano i responsabili di molte associazioni -: oggi per fare il cooperante serve una formazione specifica rigorosa.
E’ inoltre indispensabile un rapporto continuo e costante con associazioni e strutture locali, sul posto». Ed il rischio è sempre dietro l’angolo: i rapimenti sono i casi più gravi, ma la possibilità di incappare in una sparatoria, di subire violenze o di essere rapinati è sempre presente, dalla Colombia al Congo, dal Brasile all’India.

I bandi regionali

Una regia unica o un coordinamento delle iniziative in questo campo non c’è. Ma per farsi un’idea di cosa c’è sul territorio si può dare un’occhiata ai bandi per l’assegnazione di fondi regionali. Più di dieci progetti di sviluppo in Paesi sottosviluppati sono stati presentati da altrettante onlus o associazioni di volontariato vicentine alle Regione Veneto nel 2008, nella speranza di ottenere finanziamenti. Fra queste ci sono la “S.O.S. Bambino International Adoption onlus” di Vicenza con il progetto “Sete di vivere!” nell’Africa subsahariana, in Tanzania; l’associazione “Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo” di Vicenza con un progetto di microleasing al femminile in Nicaragua, America Latina; “Solidarietà in…comune” onlus, di Longare, con un progetto in Sudan per il completamento Bakhita’s Children Center e la realizzazione di una scuola primaria; la cooperativa sociale “Libra” di Marostica con il piano per realizzare un impianto di pannelli solari fotovoltaici in un politecnico in Tanzania; l’onlus “Progetto Alepè” di Sarego con un programma di prevenzione della trasmissione maternoinfantile del virus Hiv (Aids) in Costa d’Avorio (Africa subsahariana); l’associazione bassanese “Quilombo – Casa de la Esmeralda” con il progetto Cedipf, Centro di sviluppo infantile e promozione familiare in America Latina; la “A.So.C.” onlus di Vicenza con un programma per l’igiene e il sostegno alimentare di bimbi e adolescenti di strada a New Delhi, in India; la “Solinte” di Vicenza con il piano “Piccoli artigiani crescono”, da attuare nel Benin (Africa subsahariana); la “Association Annuance Songthaba” di Trissino con un progetto per l’allevamento di pollame da cortile in Costa d’Avorio. Oltre a questi, altri due progetti sono stati presentati alla Regione dall’Ulss 6, e un altro dalla parrocchia “La Madonnetta” di Arzignano.
Le onlus citate sono comunque solo una piccola parte di quelle che, con base nel Vicentino, operano e si adoperano per portare solidarietà nel Terzo Mondo. E all’elenco bisognerebbe aggiungere anche i molti vicentini che sono impegnati con associazioni di livello nazionale o internazionale, come Medici Senza Frontiere o Emergency.
(...)

  • Ndr: l'evidenziato è nostro

 

Il Giornale di Vicenza, 5 Marzo 2009

Sulla presentazione dell'Osservatorio sulle Politiche del Comune, svoltasi il 2 Marzo 2009, nell'ambito del primolunedìdelmese.

(Cronaca, pagina 21.)

«L’edilizia sarà legata alla demografia»


«Anche noi abbiamo scoperto titoli tossici quando siamo arrivati ad amministrare il Comune, lasciatici in eredità dai nostri predecessori». Nella frase dell'assessore ad ambiente e sicurezza Antonio Marco Dalla Pozza c'è tutto il senso della prima serata "di confronto e rendicontazione" organizzata da comitati e associazioni che hanno dato vita all'Osservatorio sulle politiche del Comune, negli incontri "Primo lunedì del mese". La nuova entità, coordinata dal sociologo Vladimiro Soli, vuol controllare il rispetto delle linee programmatiche dell'amministrazione Variati e delle amministrazioni che seguiranno: «Per verificare cosa verrà fatto in materia di ambiente, inquinamento, urbanistica e politiche sociali» hanno spiegato gli organizzatori, che alla Cooperativa sociale Insieme hanno invitato a parlare Dalla Pozza assieme ai colleghi Francesca Lazzari (Innovazione e sviluppo del territorio e cultura) ed Ennio Tosetto (Mobilità e trasporti).
Le domande più puntuali sono arrivate da Gaetano Callegaro, presidente di Legambiente Vicenza: «Si costruirà ancora in città, o come da voi annunciato punterete sul riuso dell'esistente ? Trasformerete il trasporto pubblico locale , penalizzando l'uso dell'automobile, e agevolerete davvero la mobilità ciclopedonale?». La prima a rispondere è stata Lazzari:«Stiamo concludendo la concertazione con associazioni, comitati, categorie economiche e sindacati per rivedere molte situazioni. Abbiamo ereditato un Pat già approvato dalla Giunta precedente, 2 mila richieste Bid giacenti, 30 Pua in fase avanzata, il Piruea Cotorossi-Tribunale. E proposte di perequazioni su aree agricole in cui sono previsti interventi pubblici, che senz'altro rivisiteremo. Salvaguarderemo il verde, dando concessioni edilizie limitatatamente alle esigenze demografiche. Il metodo della concertazione non è novità da poco». Quanto alle iniziative culturali, Lazzari denuncia: «L'agire in sintonia con i cittadini, recependo la delibera di iniziativa popolare sulla riqualificazione del Dal Molin, ci sta costando il blocco degli accordi di programma con la Regione sulla cultura». Dalla Pozza ha ricordato che «la sperimentazione in alcuni quartieri della raccolta differenziata porta a porta segnerà a breve una svolta concreta» e che «l'aver riportato trasparenza e controllo comunale in Aim non è una svolta di poco conto», mentre «sull' inceneritore il Comune è contrario, visto che si rischia di sommarlo all'impianto Wisco e al Dal Molin».
 

 
TRASPORTO. Lo annuncia l’assessore comunale Tosetto: Aim spende 2 milioni di euro
Bus, linea circolare con 7 mezzi ecologici

Gian Maria Maselli

Rivoluzione nel metodo sui problemi del traffico: «Comitati di ascolto, sia in centro che in periferia»

«La nuova Circolare del trasporto pubblico muoverà i primi passi da giugno, e l'acquisto di 7 bus ecologici da parte di Aim è da considerasi la prima mossa concreta, investendo 2 milioni di euro dove in 10 anni poco o nulla si era speso». Ennio Tosetto, assessore comunale ai Trasporti, annuncia la novità nel presentare il proprio modello di ascolto dal basso: «La risoluzione di molti problemi viabilistici della città inizia dall'ascolto dei cittadini. Per questo ho già creato alcuni gruppi di lavoro, a cui partecipano comitati di residenti, associazioni di categoria e rappresentanti della scuola».
Il nuovo metodo interesserà innanzitutto la zona calda che va da San Felice a piazzale Giusti, e da viale Milano a piazzale Bologna con alcune modifiche. «Qui servono - osserva Tosetto - lavori di riqualificazione e deviazioni del trasporto pubblico, in particolare all'altezza di viale Milano".
Un altro tavolo è stato creato a Saviabona, dove Tosetto valuterà le idee espresse dal comitato residenti su attraversamenti pedonali, soste bus, pista ciclabile, Tangenziale Nord e rapporti tra Vicenza e Monticello Conte Otto.
«Per la zona di Longara, Tormeno, Riviera Berica e Debba - aggiunge l'assessore - si stanno riunendo l’Ascom, rappresentanti scolastici e comitati per declinare problematiche e ipotesi di soluzione. Insieme cercheremo di trovare soluzioni il più condivise possibile sui problemi di traffico e attraversamento pedonale. Chi dice che in pochi mesi la Giunta non ha ancora fatto nulla di concreto non sa che prima di prendere decisioni stiamo facendo il giro dei quartieri. Si sono fatte tante rotatorie, non pensando a pedoni e ciclisti che ora hanno problemi in più. E da sei mesi chiudo buche nelle strade: e non è mai finita. Pian piano dimostreremo nei fatti che la nostra filosofia su traffico e inquinamento è ben diversa da chi ha pensato solo alle auto».

Il Gazzettino del Nord/Est, 4 Marzo 2009

Sulla presentazione dell'Osservatorio sulle politiche del Comune, svoltasi il 2 Marzo 2009, nell'ambito del primolunedìdelmese.

URBANISTICA
Cittadini in assemblea:
«Vogliamo un cambiamento»

Tre assessori, Lazzari, Tosetto e Dalla Pozza, a confronto con i cittadini in un’assemblea pubblica che si è svolta l'altra sera nella sede della Cooperativa Insieme. Ma anche se la maggior parte dei partecipanti erano legati ad associazioni vicine politicamente all’amministrazione Variati le osservazioni non sono mancate. In primo luogo, quelle relative alle linee programmatiche del governo cittadino. «Nelle vostre linee programmatiche non emerge l’indirizzo forte di un cambiamento di questa città», ha sottolineato il sociologo Vladimiro Soli, coordinatore dell'osservatorio che ha organizzato l’assemblea, all’indirizzo degli assessori. I quali, anticipando alcune delle prossime mosse della Giunta, hanno risposto di aver ereditato in Comune una situazione difficile da gestire e che il tempo dell’azione comincerà dalla fine di quest’anno. Qualcosa è però cambiato. Ed in effetti l’incontro "numero 82" del "primo lunedì del mese" ha inaugurato una nuova stagione, aprendo un dialogo con il Comune di Vicenza. Ma soprattutto, se si escludono alcuni seminari tecnici promossi con le associazioni, è la prima volta che il “palazzo” apre le porte per un confronto. «La gente sente il bisogno di confortarsi con l’amministrazione pubblica, quello che ieri è iniziato è un percorso interessante che spero continui», ha sottolineato Ciro Asproso, coordinatore dei Verdi e del "Comitato Laghetto". La sua presenza all’assemblea non è stata di certo casuale, visto che proprio la questione urbanistica è stata uno dei principali oggetti al centro del dibattito. «La nostra impressione - ha aggiunto Asproso - è che consideriamo prematuro chiudere il Pat nei prossimi tre mesi senza avere ben identificato alcuni criteri». Sul tema del piano urbanistico l’assessore alla progettazione del territorio, Francesa Lazzari, ha comunque portato alcune rassicurazioni: «Con l’urbanistica ci troviamo a metà del guado con un Pat che abbiamo completamente smontato - ha spiegato - di sicuro recupereremo il più possibile di zona agricola e sulle aree dei privati bisogna aprire a contrattazioni, inoltre andremo a riprogettare alcune zone, a cominciare da viale Milano e recupereremo alcuni spazi, come Palazzo degli Uffici». Su di un altro settore connesso, quello della mobilità, è invece intervenuto l’assessore Ennio Tosetto: «La tangenziale nord, la bretella di Costabissara, il nuovo ponte di Debba (quello della Provincia, ndr) sono infrastrutture che vanno a toccare zone sensibili della città, ma non farle vuol dire continuare a vedere Vicenza solo come una città di attraversamento». Dal punto di vista ambientale i prossimi progetti saranno invece quelli sul trasporto pubblico locale, con l’investimento di 2 milioni di euro per 7 bus ed il probabile allargamento della Zona a Traffico Limitato. Ed infine è stato l’assessore alla sicurezza Antonio Dalla Pozza a spiegare il perché di molti rallentamenti rispetto alle iniziali linee programmatiche: «Le linee guida sono dei bei pensieri, ma un anno lo abbiamo passato a risolvere piccole e grandi rogne ci siamo trovati dalla precedente gestione, per noi è più una questione di qualità che di tempo».

P.R.

La Voce dei Berici, 1 Marzo 2009


Attualità, pagina 2.
 

Articolo intervista di Francesco Maule a Stefano Allievi, intervenuto al primolunedìdelmese del 2 Febbraio 2009.


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Fogli Vaganti - Gennaio 2009


Articolo di commento di alcuni partecipanti all'incontro del 25 Settembre 2008 del 5° corso di formazione glocal, sul tema Rom e Sinti: sapere è capire, con Eva Rizzin, pubblicato dal bollettino Fogli Vaganti (Gennaio 2009), strumento interno di informazione di Progetto sulla Soglia (Rete Famiglie Aperte e cooperative Insieme e Tangram), di Vicenza.
 

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Finansol.it - Promozione della finanza solidale

Articolo sul microcredito in Nicaragua di Vincenzo Comito, economista, docente all'Università di Urbino, tra i promotori di Finanza Solidale.

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Sul sito originale

Il Giornale di Vicenza, 9 Novembre 2008

Sul pldm "Crisi finanziaria, modello al capolinea", svoltosi il 3/11/2008.

DIBATTITO. Due tesi
«Decrescita? Un’utopia» E l’esperto fa discutere

Leandra Pelle

«La decrescita è un’utopia reazionaria». Questo il giudizio duro di Vicenzo Comito, docente di storia della finanza all’università di Urbino e consulente di note aziende, sulla soluzione proposta dagli ambientalisti. E così si è animato un piccolo dibattito a margine dell’incontro sulla crisi finanziaria, organizzato dal “Primo lunedì del mese” all’istituto dei Saveriani.
Apre le danze una domanda dal pubblico: «Ma vista la crisi finanziaria possiamo mettere in congelatore decrescita e sviluppo sostenibile?».
«Decrescita e sviluppo sostenibile sono due cose molto diverse - sottolinea Comito - La prima è solo un’utopia, perchè chi deve decrescere oggi? Mentre quello dello sviluppo sostenibile è più fattibile».
Risposta che non è piaciuta all’anima ambientalista del pubblico, che subito ha ribattuto con Gaetano Callegaro, presidente di Legambiente, il quale ha sostenuto la fattibile applicazione della decrescita di Serge Latouche in rapporto non solo ai consumi ma anche all’aumento di vivibilità e felicità dell’uomo.
Comunque, l’incontro ha mostrato il vero sentimento dei vicentini nei riguardi della crisi finanziaria. Voglia di confrontarsi e di discutere, per trovare uno spiraglio tale da esorcizzare lo spettro che dall’America all’Italia ha messo in ginocchio imprenditori e gente comune.

Il Gazzettino del Nord/Est, 5 Novembre 2008

Sul pldm "Crisi finanziaria, modello al capolinea", svoltosi il 3/11/2008.

Presentato dai saveriani il "Dizionario della crisi": ottanta termini per avere le idee chiare
Come districarsi tra le sigle dell'economia

(la.pi.) Dalla tripla A alla vendita allo scoperto, passando per le banche di investimento, la crisi di liquidità, i derivati e le stock option. Se il crollo finanziario ha seminato incertezza tra risparmiatori, investitori, imprenditori e semplici cittadini, contribuendo a rendere nebuloso il futuro di ciascuno, meglio dotarsi degli strumenti che mettono un po' di ordine nel caos. Uno di questi è il Dizionario della crisi, presentato lunedì sera nella sala convegni dell'Istituto Missionari Saveriani di Viale Trento nell'ambito dell'incontro del Primolunedìdelmese sulla crisi finanziaria. Dodici pagine e ottanta termini con relativo significato per acquisire almeno le competenze lessicali indispensabili per decifrare ciò che sta accadendo. A mettere appunto il dizionarietto è l'economista Vincenzo Comito, ospite della serata, che ha parlato a lungo sul tema della Crisi finanziaria, modello al capolinea.
Dagli scricchiolii al tracollo, passo per passo, l'esperto che ha lavorato per anni nel mondo dell'industria (gruppo Iri, Olivetti, movimento cooperativo) e ora è docente di Finanza aziendale all'Università di Urbino, ha spiegato le ragioni dell'attuale crisi che sta avendo effetti sull'economia reale. Affrontando anche il tema dei possibili rimedi proposti da economisti inglesi e americani fino al programma adottato dagli Usa per far fronte alla crisi, «con lo Stato che interviene nel capitale delle banche e le nazionalizza». Ma questa, spiega l'economista «è anche la crisi della globalizzazione, in seguito alla quale grandi paesi si sono indeboliti e altri come Cina, India e Brasile che 30-40 anni fa rappresentavano il Sud del mondo, ora producono dal 40 al 45 per cento del Pil mondiale. Il processo della globalizzazione non è andato come i paesi occidentali speravano». L'Italia? «È messa peggio degli altri paesi occidentali perché cresce poco. L'ultima Finanziaria inoltre non aiuta».

Il Gazzettino del Nord/Est, 15 Ottobre 2008

Sul pldm "Vicenza città aperta" del 13/10/2008.

DIARIO
15 ottobre

C'è impero e impero. Su quello degli Stati Uniti si dilunga l'economista Bret Stephens, ospite nella prima pagina di ieri del Wall Street Journal. America will remain the Superpower recita il trasparente titolo dell'articolo, dove si ricorda che ci sono voluti due secoli di assedi ottomani per far cadere Costantinopoli, e due guerre mondiali - più una fredda per segnare la meno cruenta fine dell'impero britannico. Precedenti in base a cui Stephens, editorialista del settimanale di politica internazionale Global View, indica nell'attuale crisi economica globalizzata qualcosa che ha offuscato il dominio americano, ma senza metterlo in discussione.
Né possono aspirare a rovesciarlo argomenta l'analista - potenze come Russia e Cina, le cui Borse hanno subito crolli ancora più vistosi. Figurarsi Vicenza è il pensiero che scorreva l'altra sera fra i presenti al Lunedì del Mese proposto alle Missioni Estere dal giornalista Marco Cantarelli. Tema del dibattito, a cui partecipavano lavicesindaco Alessandra Moretti e l'ex sindaco Giorgio Sala, era la città all'indomani della consultazione sull'area Dal Molin . Democratico campo di battaglia dove lo schieramento del No-Base, dopo la conta del referendum, somiglia più che mai all'indomita, ma minuscola compagnia a fumetti delgallo Asterix al cospetto della superpotenza romano-americana.
Resta il fatto che autoproclamarsi Impero, è passo che storicamente innesca una propria decadenza, come rammentano gli esempi citati da Stephens. Forse perché sul cocuzzolo del mondo c'è una solitudine che non fa bene alla salute. Meglio allora fare i dominatori lo stesso, ma senza indulgere troppo all'autocelebrazione. Una lezione che meglio di George Bush ha appreso, e umilmente insegna, ilsignor Bepi Prandina, 84 anni, geniale inventore di canne da pesca oggi alla guida di una società di lenze vicentine ai primi posti nel Veneto. Domenica a Nove gli ultimi due titoli regionali Aics. Nella prova individuale lo vince il farmacista Alessandro Rigoni, mentre nella gara a squadre l'impresa è delcavalier Gino Tomassini assieme a Paolo Guerra, Giorgio Mattioli e Franco Sandonà. Quattro pescatori che in tutto fanno 270 anni. Età imperiale.

Stefano Ferrio


L’EX SINDACO GIORGIO SALA
«Vicenza è sola, non può contare sull'aiuto di nessuno ma è bene sapere che gli Usa non cambiano mai politica»

«Purtroppo i vicentini contrari alla base non possono contare su alcuna sponda né dalle istituzioni né dal mondo economico». Dall'ex sindaco di Vicenza Giorgio Sala arriva per il fronte del No Dal Molin un'iniezione di grande realismo. Nell'affollato incontro di lunedì sera ai Saveriani, complice l'assenza dell'atteso Achille Variati, sostituito all'ultimo dal vicesindaco Alessandra Moretti, è stato di Sala l'intervento più interessante sulla questione della base. Dal quadro dipinto dall'ex primo cittadino ne esce una Vicenza sola, isolata, che può difendersi contando solo sulle proprie forze. Il suo ragionamento è partito dall'esito della consultazione popolare: «Alla vigilia pensavo che se si fosse arrivati a 15mila voti avremmo ottenuto un risultato decoroso. Ma 24mila rappresentano una novità sensazionale per una città come Vicenza. Diciamolo: si trattava di una scelta politica, non amministrativa. I precedenti con gli americani erano buoni: nel '45 erano stati accolti come salvatori, nel '55 nessuno aveva obiettato sulla Ederle. Cosa è successo nel frattempo? Siamo cambiati noi o sono cambiati loro? È cambiato il ruolo dell'America e noi non siamo più d'accordo di accettare a scatola chiusa le loro decisioni».
Gli statunitensi si faranno condizionare dai 24mila voti? «Non penso proprio, così come non penso proprio che le cose cambieranno dopo l'elezione di Obama. Sono rimasto basito quando alla televisione ho visto Berlusconi congratularsi con Bush dicendo che il presidente americano sarebbe entrato nella storia. Nella storia ci entrerà, ma per il pessimo lavoro svolto. Comunque sono convinto che le decisioni sulla soluzione Dal Molin le abbiano prese gli alti comandi militari e che i nostri governanti, Prodi e Berlusconi, le abbiano più che altro subite. La scelta di Vicenza è tutt'altro che casuale: è stata invece ben ragionata e risponde ad una precisa strategia. L'operato di Paolo Costa come commissario non mi sorprende. Guardiamoci piuttosto attorno: governo, Regione, Provincia e partiti ci hanno abbandonati: sono molto deluso dal Pd e penso a come debba sentirsi un leghista. Ma soprattutto il mondo economico, che a Vicenza pesa moltissimo, è tutto a favore della base. Comunque vada, questa battaglia contro il Dal Molin ha unito diverse anime della città: l'augurio è che questa unione continui».

Enrico Soli

Il Giornale di Vicenza, 15 Ottobre 2008

Sul pldm "Vicenza, città aperta" del 13/10/2008.

AL “PRIMOLUNEDÌ”
I pacifisti: «Compriamo le aree vicino al Dal Molin»

Leandra Pelle

Cosa fare dopo la consultazione del 5 ottobre? È stato il filo conduttore dell'incontro “Vicenza città aperta", lunedì sera all'Istituto missionario Saveriani di viale Trento, il primo del ciclo organizzato dal coordinamento di associazioni che danno vita al “Primolunedìdelmese”. Marco Cantarelli ha guidato il vivace dialogo tra i relatori e il folto pubbblico. Silvano Caveggion, di Rete Lilliput, propone di costituire una fondazione per la pace e l'economia civile. Il progetto elaborato da “Vicenza 2020 Sì-Movimento per la pace e la non violenza onlus” vedrebbe Comune e cittadinanza uniti per riunire le diverse proposte di pace ed economia civile elaborate in città negli ultimi due anni. La struttura della fondazione (preferita perché unisce soggetti pubblici e privati) sarebbe guidata dal Comune, per attivare progetti ma anche raccogliere finanziamenti istituzionali e privati. «Bisogna - dice Caveggion - puntare sulle proposte realistiche per la città: partiamo con l'acquistare le zone limitrofe a sud per costruire una piazza del Sì per iniziare a pensare alla Vicenza che vogliamo e successivamente acquistare l'intera zona». Insomma, circondare l'area della discordia e «valutare, visti gli studi fati, la costruzione di un'attività che avrebbe un ritorno economico ed occupazionale per tutti i vicentini».
Il vicesindaco Alessandra Moretti ha sostituito Achille Variati, assente in vista della partenza per Roma. «Non abbiamo tirato i remi in barca: visti i 24 mila votanti la partita non è chiusa. Aspettiamo gli altri pronunciamenti del Tar: la volontà della giunta è continuare». Tema spinoso è quello delle compensazioni. Dal pubblico è stato espresso un netto rifiuto a compensare la presenza della base in città con il “dono" di infrastrutture o strade e di andare in visita ad Aviano che ha già avuto il raddoppio della base. «Non ci sono compensazioni - sottolinea il vice sindaco - perché il danno a livello di impatto ambientale e inquinamento sarebbe elevato. Il sindaco ha intenzione di andare fino in fondo andando anche davanti alla Corte di Giustizia Europea». 


SALA: NON È PIÙ IL ’45

«Nel 2008 i vicentini non ci stanno più a comprare a scatola chiusa». Giorgio Sala, ex sindaco, ha definito così l’altra sera al “Primolunedìdel mese” i risultati del voto della cittadinanza sul raddoppio della base americana. Sala ha analizzato il problema dalle sue origini fino ad oggi, facendo riferimento alla gestione del caso Dal Molin da parte delle ultime Amministrazioni comunali e alle posizioni prese dal Governo: ha rilanciato la necessità di stare uniti anche in caso di sconfitta. L’ex primo cittadino è tornato indietro con la memoria al 1945 «quando gli americani entravano come liberatori in un momento in cui avevamo bisogno di tutto»: 10 anni dopo, nel 1955, Vicenza si era rimessa in piedi e guardò al ritorno degli Usa con indifferenza. Sala ebbe buoni rapporti coi generali Usa. E ora? «La vedo dura: i generali, nonostante il voto, vogliono andare avanti". (L.P.)



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Il Giornale di Vicenza, 18 Agosto 2008


Per la serie "Non è mai troppo tardi", ecco l'articolo sul convegno per il decennale del primolunedìdelmese, pubblicato sul giornale locale tre mesi dopo...

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La Voce dei Berici, 8 Giugno 2008


La presentazione del 5° corso di formazione glocal.
 

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VareseNews, 12 Maggio 2008


Articolo
su incontro sul microcredito con Marco Cantarelli, presidente ANS-XXI ONLUS.

 

Liberazione, 26 Aprile 2007

Sull'accordo di libero commercio fra Unione Europea e America Centrale. 

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Il Gazzettino del Nord/Est, 4 Aprile 2007

Sul pldm "Servitù militari, difesa e spesa pubblica", svoltosi il 2/4/2007.

«Caso Dal Molin: l'esercito Usa possiede 565 edifici» Indagine di Rete Lilliput sui siti militari nel Vicentino: «Camp Ederle 2, caso emblematico di mancanza di informazione»

«Il Veneto è la seconda regione d'Italia, dopo la Sardegna, in fatto di presenza di basi e strutture americane sul territorio, con ben 57 chilometri quadrati di superficie occupata. E poco si conosce di ciò che accade all'interno di queste aree di guerra: non si sa quali armi si possano trovare e se vengano impiegate armi all'uranio impoverito per le esercitazioni. Mancano informazioni, trasparenza e regole. Ed il caso Dal Molin è certamente emblematico di come la popolazione locale non sia stata informata sulle modalità in cui il territorio verrà svenduto agli americani». Con queste parole l'altra sera Giulio Marcon di Sbilanciamoci è intervenuto all'incontro "Servitù militari, difesa e spesa pubblica" con una finestra sul cortile relativa alla presentazione dell'indagine di Rete Lilliput sui siti militari nel vicentino.
«Occorre arrivare nel più breve tempo possibile - aggiunge Marcon - ad una conferenza nazionale sulle servitù militari ed alla costituzione di una commissione che valuti ciò che accade all'interno delle basi militari statunitense. Non è più ammissibile che il governo americano si trinceri dietro il segreto militare, mentre dalle basi italiane continuano a partire interventi di guerra in violazione dell'art. 11 della Costituzione repubblicana».
Le guerre americane d'oggi vengono giustificate, in quanto concordate con le Nazioni Unite, e viene loro assegnato un ruolo umanitario. «Per giustificare i propri interventi d'attacco ed etichettarli quali interventi umanitari - prosegue Marcon - gli Usa affiancano alle missioni di guerra delle missioni volte a sostenere ed aiutare le popolazioni devastate da malattie e povertà, portando farmaci e viveri. E la vicina base americana di Motta di Livenza è un laboratorio di questa nuova modalità di fare guerra, che gli americani da alcuni anni stanno portando avanti». E sul futuro di Vicenza: «La nostra città è destinata a diventare - spiega Bellanda, coautore della ricerca condotta dagli attivisti vicentini di Rete Lilliput - la base di una delle due squadre di combattimento americane. La base vicentina, infatti, è considerata dagli americani una base operativa principale, dove militari e famiglie restano a lungo per gli addestramenti, e costerà 322 milioni di dollari». Interessante l'analisi del patrimonio americano nel territorio berico. «L'esercito americano è proprietario di 565 edifici nel vicentino e ne gestisce altri 56. Ederle e Setaf assime - prosegue Bellanda - hanno un valore di 716 milioni di dollari con 490 edifici estesi su un totale di 615mila metri quadrati». Con le strutture americane in città, Vicenza rappresenta uno straordinario polo logistico per le forze armate statunitensi. «Oltre al deposito della Fontega, in avanzato stato di degrado - conclude Bellanda - c'è il noto deposito sotterraneo di Longare, pure in fase di restauro per un importo complessivo di circa un milione di dollari. A questi siti se ne aggiungono altri meno noti: un centro logistico a Vicenza Est, dove viene gestita la stipula dei contratti delle basi vicentine; vicino a Lerino esiste una struttura logistica che gestisce i veicoli americani vicentini e di tutta l'Italia. Ad Arcugnano, sopra la collina di Longare, c'è un'altra area adibita a deposito sotterraneo, in stato di abbandono, e mai bonificata. A Polegge, infine, si trova un oleodotto che arriva addirittura sino ad Aviano e viene impiegato per il trasporto di combustibile».

Matteo Crestani
 

Il Giornale di Vicenza, 21 Febbraio 2007

Sul 4° corso di formazione glocal.

Identità, radici, diversità, valori. Iniziativa di Ans-XXI onlus
«La Vicenza di oggi e domani» al corso “glocal” per insegnanti

Inizierà il 2 marzo con l’analisi del sociologo Soli di “Poster”

di Anna Madron.

Si chiama “glocal” ed è l’unione di “globale” più “locale”, parole che abbreviate definiscono le ricadute della globalizzazione nel vissuto quotidiano di ognuno di noi.
Ed è proprio su questo spaccato sociale che si accendono i riflettori del seminario di formazione organizzato dall’associazione “Nord/Sud per il XXI secolo”, intitolato “Identità, radici. Diversità, valori”.
Il corso, che rientra nel progetto cofinanziato dalla Regione “Formare cittadine e cittadini del mondo”, si svolge in collaborazione con la cooperativa Unicomondo del commercio equo e solidale, la rivista Esodo, l’ong “Fratelli dell’Uomo”, si avvale inoltre del patrocinio del ministero dell’Istruzione (Direzione del Veneto), Ufficio scolastico provinciale e Centro territoriale dei servizi scolastici di Vicenza.
«Con questa proposta di formazione, giunta alla quarta edizione - spiega il responsabile Marco Cantarelli - cerchiamo di promuovere un metodo di riflessione sulla realtà: un esercizio di memoria alla riscoperta delle nostre radici, accanto all’analisi dell’attualità e alla previsione del futuro».
Il corso è aperto a tutti, in particolare a chi fa formazione, a cominciare dagli insegnanti che potranno tra l’altro beneficiare del contributo del Ctss e contare così su una riduzione del 50% sul costo complessivo del seminario, pari a 150 euro. Ma è anche possibile partecipare a cicli brevi o a singoli incontri previa iscrizione, mentre l’adesione sarà gratuita per gli immigrati ai quali verrà richiesto il solo costo di iscrizione (5 euro).
Si comincia il 2 marzo nella sede dei missionari Saveriani, in viale Trento, dove si svolgeranno tutti gli appuntamenti in programma con cadenza mensile fino a dicembre 2007 e con orario dalle 18.15 alle 22.45, ad eccezione del primo del 2 marzo che sarà anticipato alle 17.45 per motivi organizzativi.
Ed è proprio nella prima tappa di questo lungo percorso nei meandri della globalizzazione che si parlerà anche del futuro della nostra città. “La Vicenza di oggi e quella di domani” è infatti il titolo del primo appuntamento che vedrà relatore Vladimiro Soli, sociologo dell’istituto Poster al quale subentreranno, nella seconda parte della serata, Flavio Zanonato e Claudia Munaro del Canzoniere Vicentino, che ripercorreranno le narrazioni e i canti della Vicenza di ieri.
Si riprenderà poi il 23 marzo con Stefano Allievi, docente di sociologia, comunicazione e interculturalità all’Università di Padova e con Shahrzad Houshmand, teologa iraniana, musulmana, studiosa di intercultura e diritti umani.


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Il Gazzettino del Nord/Est, 7 Febbraio 2007

Sul pldm "Civiltà di morte?", svoltosi il 5/2/2007.

Ai Carmini
Sociologo iracheno e Amnesty: «Fermate questa civiltà di morte»

(m.c.) «C'è poco da gioire, oggi, signor presidente del consiglio, signor sindaco e signore e signori consiglieri comunali, che avete detto sì alla nuova base: nei libri di storia sarete ricordati per aver ritardato, anziché favorito, lo sviluppo culturale, sociale ed economico di questa città e della sua gente. Forse, pensavate che avremmo digerito anche questo, che la maggioranza sempre silenziosa dei vicentini sarebbe rimasta indifferente ai malumori dei soliti noti. Avete sbagliato i calcoli». Con queste parole inizia la lettera anonima di un vicentino letta ieri sera al teatro dei Carmini nel corso dell'incontro pubblico "Civiltà di morte?", che ha visto come relatori il sociologo iracheno Adel Jabbar e la rappresentante di Amnesty International Maria Teresa De Riz. Si legge ancora nella lettera: «La 173. brigata aviotrasportata delle forze armate statunitensi userà parte del territorio italiano per le sue missioni di guerra, di una guerra che, oggi, il nostro Governo giustamente condanna, senza chiedere permesso al popolo italiano, e non solo vicentino, ma neanche informandoci dei possibili rischi di ritorsione cui andiamo incontro. La lotta contro la base al Dal Molin è un fatto culturale, che ha scosso e mobilitato le coscienze». Non è mancato l'attacco diretto all'imprenditoria: «Senza temere di cadere nel ridicolo, qualche industriale locale ha pensato di poter dettare le condizioni per uno scambio con la base. "Toglieteci i dazi sull'esportazione di oro": come dire, "potete ammazzare tutti gli iracheni che volete, basta che ci facciate vendere qualche gioiello in più sulla Quinta Strada"».

La Voce dei Berici, 25 Gennaio 2007


Sul quarto corso di formazione glocal.
 

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Il Gazzettino del Nord/Est, 4 Ottobre 2006

Sul pldm "Immigrati: i dilemmi dell'integrazione", svoltosi il 2/10/2006.
 

LA CITTÀ E GLI ALTRI

All’incontro dell’associazione Primolunedìdelmese due esperti intervengono sul tema della presenza degli stranieri

Immigrati, tollerati perché sono una risorsa

Pace (Università di Padova): «Da noi ogni paese ha il suo modello di integrazione, ma tutti sono basati su motivazioni economiche».

«Nel Vicentino, così come nel Nordest, sono diffusi più modelli di integrazione che considerano gli immigrati principalmente come una risorsa per lo sviluppo dell'economia nel territorio». Con questa immagine della situazione locale il sociologo dell'Università di Padova Enzo Pace ha aperto l'altra sera al teatro dei Carmini a Vicenza il 62° incontro della rassegna "Il primo lunedì del mese" dal titolo "I dilemmi dell'integrazione", che ha visto protagonista anche il presidente del Cestim (Centro studi per l'immigrazione di Verona) Carlo Melegari, che ha esaminato i flussi che quotidianamente avvengono in tutto il mondo e la limitata cultura della libera mobilità.
«Oltre un miliardo di persone al mondo», ha spiegato Melegari, «vive da immigrato, quindi un abitante della terra ogni sei. E per l'80 per cento di questi si tratta di un fenomeno di migrazione interno al paese di origine, mentre per il restante 20 per cento di una migrazione internazionale». Ne consegue che lo straniero vive la propria situazione combattuto da molte contraddizioni, in gran parte dovute alla limitata cultura dell'ospitalità e dell'integrazione: «L'immigrato», ha aggiunto Melegari, «è percepito, specie nel Nordest, con un senso di disagio, come un intruso che porta via posti di lavoro, avanza pretese sul fronte del sociale e, progressivamente, mette su famiglia stabilizzandosi su un territorio che non è il proprio. Nonostante ciò molti immigrati sono dentro ai processi di integrazione, ma in modo precario, perché troppi fattori dipendono dalle politiche sociali, economiche e culturali dell'immigrazione, che venendo meno fanno svanire ogni sforzo compiuto».
Ogni paese ha un proprio modello di integrazione, ma il Veneto ed il Nordest si caratterizzano per l'esistenza di molteplici forme di integrazione: «Dalle nostre parti», ha aggiunto Pace, «esistono tanti modelli quanti sono i paesi che compongono ciascuna provincia. E dietro a ciascuno di essi si collocano ragioni principalmente legate allo sviluppo dell'economia e del territorio. L'immigrato, quindi, rappresenta una risorsa e viene considerato solo per ciò che produce. L'aspetto dell'integrazione viene considerato solo laddove le amministrazioni locali riescono a stabilire un dialogo sincero con le organizzazioni degli immigrati, abbattendo il muro di diffidenza legato alla non conoscenza dell'altro».

Matteo Crestani
 

Il Giornale di Vicenza, 21 Maggio 2006

Sul pldm "Cosa vuol dire "laicità", oggi?", svoltosi l'8/5/2006.

Il vaticanista di “Repubblica” a “Primo lunedì del mese”

«La Chiesa deve dire la sua poi le coscienze decidono» 


(c. m.) Laicità sì, laicità no. Alla domanda se l’Italia può definirsi un paese laico Marco Politi, vaticanista di Repubblica e ospite dell’incontro Primolunedìdelmese, ha risposto che la situazione del nostro Paese è complessa.
La Chiesa infatti vuole servirsi delle leggi dello Stato per affermare la propria visione del mondo, impedendo ai cittadini di scegliere liberamente.
«Un esempio è stato l’intervento di alte cariche ecclesiastiche che hanno incitato i cattolici a non votare per il referendum sulla fecondazione artificiale» ha proseguito Politi «in un Paese dove la Costituzione tutela la distinzione tra Stato e Chiesa non è ammissibile un’influenza ecclesiastica. Inoltre il ceto politico, invece di opporsi, appoggia la Chiesa e ritiene che essa possa giocare un ruolo determinante, spostando voti da una parte o dall’altra».
Il dibattito è proseguito affrontando i temi dell’attualità e i relatori hanno sottolineato che nella nostra società ci sono molte religioni e la laicità è il metodo giusto per riuscire a vivere in armonia. Come ha spiegato Carlo Rubini, collaboratore della rivista Esodo, la laicità è un problema tutto italiano, poiché nella nostra penisola la presenza della Chiesa ha pesato anche in ambito politico.
Politi ha riportato la definizione di laicità proposta dal cardinale Ruini: «la laicità è la legittima autonomia dalla sfera religiosa delle realtà temporali» e ha sottolineato che proprio la totale separazione tra le decisioni politiche e quelle religiose è ciò che accomuna le diverse interpretazioni della laicità nei vari momenti storici.
Per il vaticanista su Pacs e aborto, la Chiesa può esprimere la sua opinione, ma deve lasciare ai cittadini - anche se cattolici - l’opportunità di agire secondo coscienza. 

Il Giornale di Vicenza, 4 Maggio 2006

Su vari incontri del pldm e sul corso di formazione glocal 

Prosegue il corso di Unicomondo e Nord/Sud

“Glocal” per discutere della pace e dei diritti

di Cherubina Marte.

Pace e diritti può suonare come uno slogan classico e ormai superato. Eppure appaiono concrete le proposte discusse nel corso Glocal Le paure, le ragioni, le minacce, le opportunità e negli incontri del primo lunedì del mese. Gli ultimi appuntamenti, infatti, hanno affrontato con efficacia tematiche scottanti, al centro della cronaca quotidiana: dalla guerra in Iraq a quella che si profila in Iran, dal conflitto interreligioso allo sfruttamento dei bambini.
Il rapporto problematico tra ebraismo, islamismo e cristianesimo è stato analizzato dal giornalista Luigi Sandri, che ha sottolineato come il punto di partenza di incomprensioni e contrasti siano le varie interpretazioni dei testi sacri. E proprio di un conflitto attuale - quello iracheno - ha parlato Giorgio Beretta, caporedattore di Unimondo e coordinatore della campagna di pressione sulle "banche armate", sottolineando la cifra sbalorditiva di 1 miliardo e trecento milioni di euro spesi dall'Italia per la guerra in Iraq.
La minaccia nucleare dell'Iran è stata invece al centro dell'incontro con Angelo Baracca, docente di fisica all'università di Firenze, che ha rilanciato la proposta di creare zone libere da armi nucleari, per arrivare, un giorno, a eliminarle del tutto. Dal nucleare agli Usa: con un salto tematico si è passati poi a un intervento particolare, quello di Cristina Mattiello, studiosa della cultura nordamericana, che ha spiegato su cosa si basa il mito della forza e della potenza americano.
Tornando infine all'argomento dei diritti, Donata Frigerio, dell'associazione Botteghe del Mondo, ha presentato la campagna europea News!, riguardante il commercio equo e solidale contro lo sfruttamento del lavoro dei bambini. Quest'anno la campagna "Difendiamo i loro diritti" si è trasformata nel progetto "Diritti in gioco", per migliorare la condizione dei lavoratori coinvolti nella produzione di palloni da calcio nel distretto di Siakolt, in Pakistan. Più di duecento milioni di bambini nel mondo sono costretti a lavorare in condizioni disumane e la rete europea delle botteghe equo-solidali intende dare anche a loro la possibilità di studiare oppure di continuare a guadagnarsi il pane in modo dignitoso. Come? Offrendo migliori condizioni commerciali alle piccole industrie dei paesi in via di sviluppo, pagando un prezzo equo e garantendo continuità nel tempo.
Il corso "Glocal" è promosso da Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo (Ans-xxi onlus) e Cooperativa Unicomondo, con il patrocinio del Centro territoriale servizi scolastici, mentre gli incontri del primo lunedì del mese, sono organizzati anche da Amici del Guatemala (Agesci), Cgil, Cisl, Granello di Senape, Legambiente, Rete Lilliput, Salaam - I ragazzi dell'Olivo, gruppo Sud-Nord Araceli, cooperativa Unicomondo.


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Il Giornale di Vicenza, 27 Febbraio 2006


Su intervento di Gianni Tamino, biologo e docente universitario, sul tema OGM: dimmi che geni mangi e ti dirò chi sei..., al 3° corso di formazione glocal, 21 Febbraio 2006.
 

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Il Giornale di Vicenza, 20 Febbraio 2006

Sul pldm "America Latina: il continente reaparecido" del 6/2/2006.

Conferenza in città dello storico Massimo De Giuseppe
Mano tesa al Sudamerica terra promessa dei veneti
Una parte di mondo che cambia rapidamente e guarda all'Europa

di Cherubina Marte.

Nell'ampio scenario dell'emigrazione dei Veneti nel mondo, i paesi dell'America latina occupano un posto di primaria importanza, sia sul piano quantitativo, sia per l'incidenza che le comunità hanno avuto nel tessuto sociale del territorio ospitante, pur mantenendo molto marcati i propri caratteri culturali originali. Come si configura la situazione attuale del Sudamerica? Quali elementi di trasformazione si stanno manifestando? Lo storico Massimo De Giuseppe (nella foto), docente all'università Iulm di Milano ha recentemente tracciato un'analisi delle problematiche dell'America latina nell'ambito del ciclo di incontri "Primolunedìdelmese", promosso da Alternativa Nord-Sud per il XXI secolo (Ans-xxi onlus), Amici del Guatemala, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (Agesci), Cgil, Cisl, Granello di Senape onlus, Legambiente, Rete Lilliput, Salaam - I ragazzi dell'Olivo, Gruppo Sud-Nord Araceli, Cooperativa Unicomondo. A partire dalla svolta neoliberista degli anni '70 il relatore ha riassunto gli eventi di maggior rilievo della storia sudamericana, dalla caduta dei prezzi dei cereali al golpe di Pinochet, dall'indifferenza degli Stati Uniti al processo di modernizzazione.
«I paesi dell'America Latina hanno subito le conseguenze dell'influenza e del controllo statunitense dell'acqua e del gas naturale - precisa De Giuseppe - e questo ha provocato una drammatica polarizzazione della ricchezza in mano di pochi, con il conseguente aumento della povertà. Inoltre la presenza di un sistema economico che non favorisce l'investimento in risorse territoriali ha portato a un'esportazione dei capitali che ha messo in difficoltà l'economia sudamericana».
Ma qualcosa sta cambiando. Dopo aver resistito per anni alle forti pressioni delle multinazionali dell'acqua e del gas, il popolo boliviano ha eletto per la prima volta un presidente indio, Evo Morales, mentre in Cile è al potere una donna, Michelle Bachelet, socialista e figlia di un generale dell'aeronautica fedele al governo di Allende, morto in carcere. Altri appuntamenti elettorali, attesi nel corso di quest'anno, potrebbero mutare radicalmente il volto politico dell'America latina che intende dialogare con l'Europa, Italia compresa. Per tale motivo occorre interrogarsi profondamente sulla posizione e sul ruolo da assumere nei confronti del continente sudamericano che per molti veneti e italiani, costretti a partire a causa della grave crisi agraria dell'Ottocento, è risultato essere quella terra promessa in grado di risollevarli dalle condizioni di povertà e di miseria.

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