«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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HONDURAS / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.
FORZE ARMATE
A metà settembre, il Congresso (parlamento) ha approvato una serie di riforme costituzionali che per la prima volta riducono l’autonomia - per dirla con un eufemismo - di cui hanno goduto le Forze Armate honduregne per 40 anni. Fra le riforme più importanti, la sostituzione dell’incarico di Comandante in Capo, attualmente ricoperto dal generale Mario Hung Pacheco, con quello di Ministro della Sicurezza Nazionale, che sarà nominato direttamente dal presidente dell’esecutivo e sarà subordinato a quest’ultimo. Comandante in Capo sarà, dunque, lo stesso presidente della Repubblica, da cui dipenderanno anche le promozioni militari. Sparisce il Consiglio Superiore delle Forze Armate, che sarà rimpiazzato da una Giunta di Comandanti, organo di consultazione e decisione su tutti gli aspetti relativi alla istituzione castrense, nonché come tribunale superiore delle Forze Armate. Tuttavia, questo pacchetto di riforme dovrà essere ratificato nuovamente dal Congresso il prossimo 26 gennaio, per poter entrare in vigore un mese dopo, quando il presidente Flores nominerà il ministro della Sicurezza Nazionale. Com’era previsto, le reazioni dei militari non si sono fatte attendere. Una tesa riunione si sarebbe svolta in quei giorni , secondo indiscrezioni, fra il generale Hung Pacheco, fautore delle riforme alla struttura dell’esercito, ed esponenti della cosiddetta “12° promozione” della Scuola Militare “Francisco Morazán”, che avrebbero accusato il primo di corruzione e di ostacolare la loro ascesa nelle gerarchie militari. Da parte sua, Hung Pacheco ha accusato i “ribelli” di opporsi all’ammodernamento e democratizzazione delle forze armate, e quindi alle riforme. La polemica, pretestuosa o meno, ha quindi investito il Consiglio Superiore delle Forze Armate, in cui però il general Hung è riuscito a far passare la propria linea, sancita dal comunicato finale dell’incontro.
MINE
Il 23 settembre, si è conclusa l’opera di sminamento iniziata nel 1995 nel dipartimento honduregno di El Paraíso, alla frontiera con il Nicaragua, occupato negli anni ‘80 dalla Contra nicaraguense. In tutto, sono state disattivate 2.102 mine; 39.583 residuati bellici sono stati eliminati; oltre 234 km2 sono stati liberati dagli esplosivi.
AIDS
L’Honduras resta il paese centroamericano più colpito dalla malattia, con 12.510 casi dal settembre 1995 al settembre 1998. Nella regione, intanto, continua a diffondersi l’epidemia: 4 mila nuovi casi sono stati segnalati nel 1998.

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