«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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MÉXICO / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.
FOBAPROA
Dopo nove mesi di discussioni, l’11 dicembre, i deputati del PRI e del PAN hanno approvato con 325 voti a favore contro 159 contro una legge di Protezione del Risparmio Bancario, che in pratica autorizza il salvataggio del sistema finanziario scosso dalle malversazioni del Fondo Bancario di Protezione del Risparmio (FOBAPROA), costate all’erario oltre 60 miliardi di dollari. Il nuovo istituto coprirà gradualmente il passivo accumulato da FOBAPROA con denaro pubblico. In definitiva, saranno i contribuenti messicani a pagare per questo scandalo che ha ulteriormente e vergognosamente arricchito circa 550 fra le famiglie più abbienti del paese. Il PRD, all’opposizione ha definito la misura approvata «il più grande furto del secolo». L’opposizione politica e sociale messicana accusa il governo Zedillo di aver coperto il salvataggio, grazie ai fondi del FOBAPROA, di alcuni banchieri che, in sostanza, anziché rischiare propri capitali hanno dilapidato quelli pubblici durante la crisi finanziaria del 1994, quando invero Zedillo non era ancora presidente.
CHIAPAS/1
In una intervista al quotidiano messicano La Jornada, pubblicata il 4 dicembre, il premio Nobel per la Letteratura José Saramago ha spiegato per quale motivo si identifichi con la lotta indigena in Chiapas: «In fondo, il Chiapas è la rappresentazione del mondo, perché è un luogo dove si trova praticamente tutto ciò che di negativo c’è nel comportamento umano, come il razzismo, la crudeltà, il disprezzo contro una minoranza. È come se una parte del México dicesse: “Gli indigeni sono lì, ma non contano”. Si guarda all’indio come a qualcuno che sta lì, solo come un impedimento, come un  ostacolo che crea problemi per il solo fatto di esistere. E se pensiamo che il Chiapas ha petrolio, caffè, cacao, non risulta complicato comprendere che non è un problema fra gli zapatisti e il governo messicano, ma che è un altro luogo su cui l’ambizione capitalistica ha stretto la sua morsa. Quindi,  stando così le cose, quando dico che è la rappresentazione del mondo, mi riferisco al fatto che situazioni come quelle che si vivono in Chiapas si riscontrano in altre parti del pianeta. E se a questo si aggiunge una strage come quella di Acteal, è naturale e logico che uno si senta coinvolto e indignato».
CHIAPAS/2
Ai primi di dicembre si sono tenute le elezioni in quei municipi in cui non si era potuto votare in ottobre a causa del maltempo. Altissimo l’astensionismo: circa il 75% dei 420 mila iscritti al voto. In questo quadro poco democratico, il PRI ha, comunque, vinto in 4 distretti e 5 municipalità, raggiungendo inoltre 26 seggi su 40 nel Congresso dello Stato.
ECOLOGIA
A fine novembre, con decreto presidenziale, è stata creata ufficialmente la Riserva Biologica di Los Tuxtlas, nello Stato di Veracruz. Proteggerà quel che resta - 3 mila ettari dei 300 mila che erano! -della selva tropicale più grande dell’America del Nord, ma al tempo stesso l’area ecologica più devastata negli ultimi 30 anni in México. Dei 12 milioni di ettari di selva che un tempo vantava il México, oggi gliene restano un milione. Per creare la nuova riserva, il governo ha dovuto espropriare 18 mila ettari. La biodiversità di Los Tuxtlas comprende 1.300 specie di piante superiori, molte delle quali crescono solo in questa zona, 128 specie di mammiferi, 560 di uccelli, 117 di rettili, 45 di anfibi, 500 di farfalle e 140 di libellule. Purtroppo, una ventina di specie di mammiferi, un centinaio di specie di uccelli e oltre 40 fra rettili e anfibi si sono già estinte.
VIOLENZA
Metà delle donne messicane maggiori di 15 anni, siano esse accoppiate o sposate, sono vittime di aggressioni da parte del loro compagno. È quanto risulta da un’inchiesta condotta in alcune popolose città messicane.
AIDS
Il governo ha versato 2,85 milioni di dollari al Fondo nazionale per la lotta a questa malattia, per sostenere il trattamento terapeutico di bambini e donne in gravidanza colpiti dal virus. Nel paese, si registrano in media 4 mila nuovi casi all’anno, che collocano il México al 69° posto al mondo per incidenza della malattia.
LAVORO
Dei 36 milioni di persone che formano la popolazione economicamente attiva (PEA) solo 13 milioni hanno un impiego fisso e remunerato nella economia “formale”. Altri 2 milioni sono impiegati pubblici. Ciò vuol dire che almeno 21 milioni di persone in México lavorano nel settore “informale” o non lavorano affatto, e quindi non hanno diritto ad alcuna assistenza sociale e medica fornita dallo Stato. Secondo fonti ufficiali, la PEA cresce in México al ritmo di 1 milione e 250 mila persone all’anno. Tuttavia, l’apparato produttivo del paese non è attualmente in grado di assimilare tale flusso di persone. Nel 1998, sono stati creati 600 mila nuovi posti di lavoro; nel 1997, erano stati 700 mila. Fra il 1983 e il 1997, sono stati creati in México un totale di 3,2 milioni di posti di lavoro: il che equivale a dire che circa 14 milioni di persone sono rimaste senza.
PETROLIO
Pesante caduta del prezzo del greggio messicano. Se a metà novembre, il barile era quotato 9,03 dollari, a fine novembre il prezzo era sceso a 7,50 dollari al barile. Si tratta della quotazione più bassa da vent’anni a questa parte. Fra le cause, la saturazione del mercato, l’alta disponibilità di riserve, l’incapacità dei paesi produttori riuniti nell’OPEC di imporre un taglio alla estrazione e produzione. In ogni caso, la crisi sta diventando un incubo per il governo messicano, dal momento che le esportazioni di petrolio rappresentano un terzo delle entrate totali dello Stato. Secondo stime del governo, nel 1998, la PEMEX (Petróleos Mexicanos) avrebbe “perso” circa 4 miliardi e 761 milioni di dollari. Secondo il Tesoro messicano, se nel 1999 il prezzo del barile dovesse mantenersi sui 10 dollari, le perdite raggiungeranno gli 8 miliardi e mezzo di dollari. Ma se dovesse scendere a 9 dollari al barile, le perdite saranno di 17 miliardi di dollari. In questo quadro fosco, si torna a parlare di un nuovo severo aggiustamento strutturale, cioè nuovi tagli al bilancio della nazione.    Diritti umaniNell’ultimo rapporto della organizzazione Human Rights Watch (HRW) si leggono parole di apprezzamento per il presidente Zedillo per aver questi riconosciuto in termini generali l’esistenza di violazioni ai diritti umani nel suo paese. Dopo di che si constata, però, che assai poco è stato fatto per impedire tali violazioni, delle quali peraltro il governo si è occupato solo quando sono diventate di dominio pubblico o hanno suscitato scandalo a livello internazionale. HRW non si sbilancia nel giudicare migliore o peggiore la situazione dei diritti umani: «Semplicemente - sostiene -, il governo federale non ha fatto abbastanza per impedire gli abusi della polizia, una pratica persistente e sistematica». Il rapporto aggiunge che le autorità hanno ignorato indizi che avrebbero potuto evitare il massacro di Acteal, avvenuto in Chiapas nel dicembre 1997. HRW ammette che la violenza in Chiapas non proviene da una sola delle parti in conflitto; nondimeno accusa il governo del Chiapas di promuovere atti criminali e proteggere i simpatizzanti del PRI. Altrettanto criticate sono la repressione contro i Municipi Autonomi in Chiapas e l’espulsione di osservatori internazionali dei diritti umani. Il rapporto segnala, inoltre, che le violazioni ai diritti umani non si limitano allo Stato del Chiapas:«In molte altre parti del paese continuano a verificarsi violazioni gravi ai diritti umani, fra le quali la tortura e i fermi illegali, in incidenti legati alla lotta contro insorti, alla droga, alla delinquenza comune».

 

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