EL SALVADOR / Notiziario

Di Marco Cantarelli, su note di Ramón Eugenio Rodríguez González.
CaseSe prima dei terremoti di gennaio e febbraio, El Salvador necessitava di oltre mezzo milione di nuove abitazioni per fare fronte alla “emergenza casa”, ora tale deficit è cresciuto di altre 315 mila unità abitative. Il governo sembra intenzionato a stanziare 300 milioni di dollari per la ricostruzione in questo campo. Basteranno?
ScuoleCentinaia gli edifici scolastici distrutti o lesionati. Particolarmente grave è la situazione degli asili-nido, la cui chiusura rende difficile per i genitori la ripresa delle attività lavorative ed economiche.
MicroimpresaÈ questa una forma assai diffusa di attività economica nel Salvador. I sismi hanno particolarmente colpito questo settore, forte di 473 mila piccole imprese, che danno lavoro a oltre 900 mila persone appartenenti ai ceti più poveri.
AgricolturaSecondo fonti ufficiali, i danni dei due sismi ammontano a oltre 265 milioni di dollari. Sono andate distrutte gran parte delle case rurali, numerosi magazzini per il caffè, varie aziende avicole e casearie. Più limitati, ma comunque sensibili, i danni alle coltivazioni.
RimesseNuovo aumento in gennaio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: + 15,5 milioni di dollari, pari ad una crescita dell’11,7%; in valori assoluti: 147,6 milioni rispetto ai 132,1 del gennaio 2000. A fine 2000, il Banco Central de Reserva aveva registrato il record di rimesse familiari dall’estero nella storia del paese: un miliardo e 750 milioni di dollari, il 27,4% in più del 1999, quando entrarono un miliardo e 373 milioni di dollari.
TerrorismoA fine gennaio, la corte di appello ha confermato la decisione della giudice di Pace nel caso dell’assassinio dei sei sacerdoti gesuiti, delle loro collaboratrice domestica e della figlia di quest’ultima, avvenuto nel novembre 1989 nella loro abitazione presso l’Università Centroamericana di San Salvador, nei giorni in cui la guerriglia dell’FMLN tentò con una offensiva militare di sollevare la popolazione della capitale contro il regime. Secondo i giudici, non è possibile procedere contro l’ex presidente Alfredo Cristiani e i sei militari oggi in pensione, come mandanti della strage, in quanto i reati sono caduti in prescrizione. I sei alti ufficiali accusati di essere i mandanti sono: Rafael Humberto Larios, René Emilio Ponce, Juan Orlando Zepeda, Francisco Elena Fuentes, Inocente Montano, Juan Rafael Bustillo (vedi envío n. 4/2000). Vittime della strage furono: il rettore della UCA Ignacio Ellacuría, il vicerettore Ignacio Martín-Baró, Segundo Montes, Juan Ramón Moreno, José Joaquín López, Amado López; inoltre, Julia Elba Ramos e Celina Ramos. La Compagnia di Gesù ha, comunque, dichiarato che non demorderà nel tentativo di portare in tribunale quelli che considera i colpevoli dell’efferato massacro.