«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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NICARAGUA / YATAMA e FSLN ai ferri corti, dopo le elezioni nella Costa Caraibica

A Managua, quando si dice la Costa è sottinteso ci si riferisca a quella caraibico-atlantica. Ma, attenzione, non si tratta di un litorale, con poco entroterra, quanto di un territorio grande circa metà del Nicaragua, anche se le sue due regioni autonome, create negli anni '80, coprono un terzo della superficie del Paese. Per chi vive sul versante Pacifico, gli abitanti della Costa sono los costeños, senza tanti distinguo, come invece sarebbe utile fare, data la diversità etnica che  caratterizza la zona. Viceversa, per i costeños, gli abitanti del Pacifico sono los españoles.
Con questa, tanto evidente quanto drammatica, eredità dei tempi della Colonia, la rivoluzione sandinista dovette fare i conti nei primi anni '80. Commettendo diversi errori, riconducibili a una sostanziale incomprensione della natura dei problemi di queste terre e genti. Il conflitto armato che ne scaturì cessò quando il governo sandinista rettificò la sua politica, avviò un negoziato con gli insorti, che erano soprattutto mískitos, e riconobbe un particolare statuto di autonomia alla Costa. Vennero allora create due regioni, una a Nord ed una a Sud, in considerazione della loro estensione ma soprattutto delle loro diverse caratteristiche etnico-demografiche.
Il 2 Marzo 2014, per la settima volta da quando vige l'autonomia regionale, in queste due regioni si sono svolte le elezioni locali. E, per la prima volta, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) ha ottenuto la maggioranza in entrambi di Consigli regionali. Ecco alcuni dati elettorali,  accompagnati da domande e riflessioni sui possibili scenari politici post/elettorali in questa parte di Nicaragua.

Di Salvador García Babini, antropologo. Traduzione e redazione di Marco Cantarelli.

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