«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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EL SALVADOR / L'amara conclusione di un torturatore

Il colonnello Nicolás Carranza, uno degli alti ufficiali responsabili della cruenta repressione del popolo salvadoregno verso la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, al soldo della CIA, è morto all'età di 84 anni. Nel 2005, negli Stati Uniti, dove era andato a vivere nel 1985, era stato denunciato da alcune delle sue vittime. Fu, quindi, giudicato colpevole di crimini contro l'umanità, omicidi extragiudiziali e torture; tutti crimini che Carranza ordinò e diresse. Tuttavia, più che le accuse che gli furono rivolte, ad indignarlo fu il fatto di trovarsi da solo sul banco degli accusati, senza la compagnia dei suoi alleati statunitensi che cospirarono con lui per commettere quei crimini.

Di Carlos Dada, fondatore e direttore de El Faro, quotidiano digitale salvadoregno.
Traduzione e redazione di Marco Cantarelli.

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