«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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NICARAGUA / La crisi precipita: quali scenari

Gli eventi che dal 23 Gennaio si susseguono in Venezuela accelerano i tempi della crisi nel Paese bolivariano, giunta ormai ad un punto di non ritorno, e sono destinati ad avere importanti conseguenze anche in Nicaragua: basti pensare che il 51% del pacchetto azionario del consorzio ALBANISA, cuore del potere economico del regime orteguista, è detenuto dalla PDVSA, la compagnia petrolifera venezuelana, oggetto delle sanzioni prese di Washington contro Maduro.
Dal canto suo, negli ultimi mesi, il Nicaragua è stato scosso da tre terremoti politici.
Dapprima, nel Novembre 2018, gli Stati Uniti hanno sanzionato la vicepresidente Rosario Murillo ed un suo stretto collaboratore, Néstor Moncada Lau.
Quindi, nel Dicembre 2018, il Gruppo Interdisciplinare di Esperti Indipendenti (GIEI), giunto mesi fa nel Paese per investigare sulle violazioni dei diritti umani, ha pubblicato il suo rapporto finale in cui accusa il governo nicaraguense di aver commesso crimini di lesa umanità.
Infine, nel Gennaio 2019, Rafael Solís, uno dei più stretti collaboratori del presidente Daniel Ortega, si è dimesso dalle sue cariche istituzionali – era magistrato della Corte Suprema di Giustizia – nonché politiche – interne al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) –, denunciando lo «stato di terrore» imperante nel Paese.
Queste tre scosse telluriche di magnitudo 10 per il regime saranno sufficienti a spingere Ortega a negoziare una via d'uscita alla crisi?

Traduzione e redazione di Marco Cantarelli.

Fin dal suo ritorno al governo nel 2007, Daniel Ortega ha stretto un'alleanza politica ed economica con il Venezuela di Hugo Chávez, che si è mantenuta con il governo di Nicolás Maduro fino ad oggi. Nulla di quanto ha potuto fare, o disfare, Ortega in questi anni in Nicaragua può essere spiegato senza tenere conto del Venezuela e dei suoi petrodollari.
Del resto, anche la crisi iniziata in Venezuela nel 2013 con la morte di Chávez, con la caduta dei prezzi del petrolio e con le conseguenze politiche, economiche e sociali che ne sono derivate, hanno avuto un ruolo nello scoppio, nell'Aprile 2018, della ribellione civica in Nicaragua.

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